26 Febbraio: I Domenica di Quaresima

0 209

I DOMENICA DI QUARESIMA

Gen 9,8-15;

Sal 24 (25);

1Pt 3,18-22;

Mc 1,12-15.

Al brevissimo racconto che fa san Marco dell’episodio delle tentazioni di Gesù nel deserto, il brano evangelico di questa prima domenica di Quaresima aggiunge il primo annuncio pubblico del vangelo: “…Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo»”. La liturgia odierna unisce i due episodi perché esiste uno stretto legame fra il superamento delle tentazioni e la fede nel regno di Dio vicino che invita alla conversione. Le tentazioni di Gesù nel deserto e il suo primo annuncio programmatico in Galilea formano un tutto coerente: la vittoria di Gesù sul tentatore è segno che il tempo messianico della salvezza è cominciato e il regno di Dio è già un fatto presente. Con Gesù la regalità di Dio, promessa dai profeti e anticipata negli eventi biblici dell’Antico Testamento, irrompe nella storia umana. Gli uomini non siamo più costretti a subire il dominio di Satana, la schiavitù del peccato, la paura della morte; possiamo ormai sottometterci alla forza liberante e consolante di Dio che si manifesta in modo efficace in Gesù Cristo. “Credere nel vangelo” significa rompere con le paure e le schiavitù del passato e aprirsi con fiducia al nuovo futuro offerto da Dio in Cristo. San Pietro nella seconda lettura ribadisce la stessa verità ricordandoci l’ultima vittoria di Gesù su Satana nel momento decisivo della croce: “Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio…” Annuncio efficace e credibile del vangelo, dunque, fondato sull’obbedienza di Gesù che è diventata vittoria su satana.

 

Lo Spirito ricevuto da Gesù nel  battesimo non lo separa dalla storia e dalle sue ambiguità; al contrario, colloca Gesù all’interno della lotta che in essa si svolge. Come risposta al battesimo, Gesù inizia il ritorno al deserto, cioè un’esistenza nella quale si esperimenta il confronto con Satana e, contemporaneamente, l’aiuto di Dio (gli angeli): si vive nella lotta e insieme nella pace. E’ anche la nostra situazione di battezzati: la vita nella quale il battesimo ci introduce è segnata dalla lotta, eppure è sotto il segno della vittoria e della pace. Come  ricorda san Paolo, questa grazia (del battesimo) deve essere accolta e corrisposta: “Fratelli, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio…” (Primi Vespri, lettura breve: 2Cor 6,1-4ª). La tradizione cristiana ha comparato l’acqua del battesimo alle acque del diluvio, di cui parla la prima lettura: Dio ha purificato l’umanità con il diluvio per ristabilire l’alleanza con il giusto Noè e la sua famiglia, principio di una nuova umanità. Così anche il battesimo ci purifica dal peccato e, rinati a una vita nuova, ci offre la possibilità di ristabilire saldi rapporti di amicizia con Dio. Il battesimo è quindi il segno visibile dell’alleanza nuova e definitiva che Dio sancisce con gli uomini nel sangue di suo Figlio.

 

In unione con Gesù nel deserto della vita, singolarmente rappresentato nei quaranta giorni di Quaresima, siamo chiamati ad essere partecipi della vittoria di Gesù. Il tempo quaresimale che stiamo iniziando è un periodo propizio per prendere coscienza della realtà profonda del nostro battesimo e rinsaldare così la nostra alleanza con il Signore. Dio rinnova nei secoli la sua alleanza con tutte le generazioni. L’alleanza è la spina dorsale di tutta la storia della salvezza, tanto nella fase di preparazione che in quella di compimento. Si può dire anzi che tutti i rapporti fra Dio e l’umanità, fra Dio e la Chiesa e fra Dio e ciascuno di noi si fondino sull’alleanza.

 

Potrebbe interessarti anche... Altro dello stesso autore

Fai un commento

La tua email non sarà pubblicata.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani sempre aggiornato direttamente nella tua email!