“Beati i poveri in spirito…”: presentato il messaggio per la GMG diocesana del 2014

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Il coraggio della felicità, da raggiungere interpellando il senso profondo del proprio essere: è l’invito che Papa Francesco rivolge ai giovani nel suo messaggio per la Gmg 2014, che si celebrerà a livello diocesano il 13 aprile, domenica delle Palme.

Le parole del Santo Padre rieccheggiano tanti temi già emersi durante l’appuntamento mondiale di Rio, nel luglio 2013: la ricerca della vera gioia, che è una “sfida di fede”: l’aspirazione a cose grandi, non accontentarsi delle offerte a basso prezzo, non inseguire il “successo, il piacere, l’avere in modo egoistico”, perché non è in essi in senso profondo dell’esistenza e dunque alla fine lasciano insoddisfatti e inquieti. “È molto triste vedere una gioventù sazia, ma debole”.

Nel cammino di preparazione verso la Gmg di Cracovia, il Papa propone una riflessione forte e prolungata sulle Beatitudini evangeliche, una per ogni anno da qui al prossimo appuntamento mondiale, nel 2016, il cui tema per l’appunto è “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”. Le Beatitudini, dunque, che hanno in sé, allora come adesso, una grande “forza rivoluzionaria” perché in esse è contenuto l’invito a seguire Gesù nella sua strada, la strada dell’amore, che è l’unica verso la “vera felicità” e alla vita eterna. Ed è evidente che l’amore cristiano è una strada rivoluzionaria, visti i modelli dominanti oggi in tutte le società.

Beati i poveri in spirito…

I poveri in spirito, descritti anche nel recente Messaggio per la Quaresima, sono gli umili, coloro che si spogliano delle proprie ricchezze per andare incontro agli altri. Nel concreto, ecco l’invito del Papa ai giovani: “Cercate di essere liberi nei confronti delle cose, cercate l’essenzialità” e il distacco dalla brama di avere. “Mettiamo Dio al primo posto”. Quanto ai poveri, “a voi giovani affido il compito di rimettere al centro della cultura la solidarietà”, vincendo la tentazione dell’indifferenza, perché i poveri sono un’occasione concreta di incontrare Cristo stesso. I poveri del resto hanno tanto da insegnarci, dice Papa Francesco: “Ci insegnano che una persona non vale per quanto possiede”. Ancora, ci possono insegnare l’umiltà, la fiducia in Dio, la dignità, la saggezza.

… perché di essi è il regno dei Cieli

Il Signore, scrive il Papa, vuole una Chiesa povera che evangelizzi i poveri (e qui si legge anche un collegamento con il tema della Gmg 2013, “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. I santi possono aiutare i giovani a orientare la propria vita, secondo l’insegnamento delle Beatitudini, a una logica dell’essere rispetto a quella dell’avere. Il riferimento è a Giovanni Paolo II, di cui annuncia che, dopo la canonizzazione nella seconda domenica di Pasqua, sarà “il grande patrono” delle Gmg, di cui è stato l’iniziatore.

Infine, il richiamo a Maria, povera in spirito: “La gioia del Vangelo sgorga da un cuore povero, che sa esultare e meravigliarsi per le opere di Dio, come il cuore della Vergine. Lei ci aiuti a incarnare le Beatitudini nella nostra vita, ad avere il coraggio della felicità”.

fonte: avvenire.it

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