Celebrare la Quaresima (V domenica)

Come celebrare correttamente l'ultima domenica quaresimale

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La V domenica di Quaresima ci presenta il culmine dei segni compiuti da Gesù: la risurrezione di Lazzaro. Gesù è la risurrezione e la vita, solamente chi ha fede in Lui e accoglie la sua Parola “non morirà in eterno” (Gv 11,26).

In questa domenica, se è una consuetudine locale, è possibile velare le croci o le immagini nell’aula chiesa, per valorizzare la croce il Venerdì santo e le immagini nella Veglia Pasquale (Cfr. MR, LI).

“L’uso di coprire le croci e le immagini nella chiesa dalla domenica V di Quaresima può essere conservato secondo il giudizio della Conferenza episcopale. Le croci rimangono coperte fino al termine della celebrazione della Passione del Signore il Venerdì santo; le immagini fino all’inizio della Veglia pasquale” (Paschalis sollemnitatis, 26).

Si può celebrare il terzo scrutinio preparatorio al Battesimo degli adulti utilizzando le orazioni rituali e il ricordo proprio nella Preghiera eucaristica (MR, pp. 709-711).

Nelle messe feriali della V settimana di Quaresima è bene pregare con il Prefazio della Passione del Signore I, centrato su la potenza misteriosa della Croce.

Celebrazione eucaristica

Monizione iniziale
Nella liturgia odierna Gesù, con il segno della risurrezione di Lazzaro, prefigura la sua risurrezione e il mistero che si attua nel sacramento del battesimo. Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morirà in eterno (cfr. Gv 11,25a. 26).Rinnoviamo il nostro impegno di conversione per giungere pronti alla celebrazione della Pasqua ormai vicina.
Accogliamo il sacerdote con il canto.

Atto penitenziale
Per l’atto penitenziale si suggerisce l’adozione della terza formula proposta dal Messale Romano, Tempo di Quaresima, n. 3 (MR, p. 300)

Il Signore ha detto: chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra.
Riconosciamoci tutti peccatori
e perdoniamoci a vicenda dal profondo del cuore.

Si fa una breve pausa di silenzio.
Poi il sacerdote dice o canta le seguenti invocazioni:
Signore, che fai passare
dalla morte alla vita
chi ascolta la tua parola,
abbi pietà di noi.

Signore, pietà.

Cristo, che hai voluto essere innalzato
da terra per attirarci a te,
abbi pietà di noi.

Cristo, pietà.

Signore, che ci sottoponi
al giudizio della tua croce,
abbi pietà di noi.

Signore, pietà.
Segue l’assoluzione del sacerdote, come di consueto.

Colletta
Se lo si ritiene opportuno, per il bene spirituale dell’assemblea, è possibile utilizzare la colletta alternativa ispirata al Vangelo della V Domenica di Quaresima anno A (Gv 11,1-45).

Eterno Padre, la tua gloria è l’uomo vivente;
tu che hai manifestato la tua compassione
nel pianto di Gesù per l’amico Lazzaro,
guarda oggi l’afflizione della Chiesa
che piange e prega per i suoi figli
morti a causa del peccato,
e con la forza del tuo Spirito
richiamali a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
(MR, p. 972)

Professione di fede
Come proposto precedentemente, è bene utilizzare il simbolo detto “degli Apostoli” (MR, p. 306). “Esso richiama la professione di fede fatta nella celebrazione del Battesimo e si inserisce opportunamente nel Tempo di Quaresima e di Pasqua, nel contesto catecumenale e mistagogico dell’iniziazione cristiana” (Cei, Messale Romano. Precisazioni, 2).

Preghiera universale
Come già suggerito, a ogni intercessione l’assemblea potrebbe pregare per qualche istante in silenzio o rispondere con l’invocazione “Kyrie, eleison” (o Signore, pietà).

Chiamati a rinnovarci interiormente,
chiediamo a Dio l’abbondanza dei suoi doni
come segno della realtà nuova inaugurata dalla Pasqua di Cristo.
(Si omette l’invito: Preghiamo)

Seguono le intenzioni di preghiera

O Padre, che vegli sempre sull’opera delle tue mani,
e riporti la vita dove regna la morte,
ascolta la voce di questo popolo in preghiera
e fa’ che, morendo e risorgendo con Cristo,
possa con lui innalzarti il canto della creazione nuova.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Presentazione dei doni
Se lo si ritiene opportuno, i riti della presentazione dei doni possono essere svolti in silenzio.
È bene presentare i frutti del digiuno quaresimale a favore dei più bisognosi della comunità.

Benedizione finale
Tra gli avvisi sobriamente offerti dopo la preghiera Post communio, è opportuno, in vista della Pasqua ormai vicina, invitare la comunità a celebrare il sacramento della Riconciliazione.

Per la Benedizione finale, si suggerisce di adottare la Preghiera di benedizione sul popolo n. 17 (MR, p. 449), che chiama la Chiesa famiglia per la quale il Signore non esitò a donare la vita.

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

Guarda con amore, Padre, questa tua famiglia,
per la quale il Signore nostro Gesù Cristo
non esitò a consegnarsi nelle mani dei nemici
e a subire il supplizio della croce.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Amen.

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