Chi è Maria Pyle?

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Una sua foto incorniciata e posta su un tavolino nella sua casa di San Giovanni Rotondo la ritrae ancora fanciulla, serena e spensierata, e nulla lascia presagire un futuro di ricerca intensa di una verità difficile da trovare. Ma dai suoi grandi occhioni profondi già traspare la determinazione che la caratterizzerà per tutta la vita: o tutto o niente; o la verità o nulla. Ecco perché appena può lascia la sicurezza della famiglia e insegue la Verità anche oltre oceano e lontano dall’affetto familiare.

La “signorina americana”, così era conosciuta a San Giovanni Rotondo Adelia Maria Pyle, nacque in una ricca famiglia appartenente all’alta borghesia americana. Era il 17 aprile del 1888 e Adelaide Mc Alpin, moglie di James Toolman Pyle, viveva ancora nel New Jersey quando diede alla luce una bellissima bambina. La piccola Adelia dimostrò ben presto di aver ricevuto particolari doti da madre natura, dandone speciale prova nello studio: fin dall’infanzia ricevette una formazione molto ricca e profonda. Grazie alla fervida intelligenza di cui era dotata studiò con grande profitto la lingua materna insieme ad altre lingue parlate nel vecchio mondo. Non disdegnò di coltivare la musica e il canto. Tuttavia ebbe una speciale passione per la pedagogia che la portò a incontrare e conoscere la pedagogista più famosa del momento: la grande Maria Montessori. La reciproca conoscenza generò una collaborazione profonda che divenne presto amicizia sincera e fraterna, e Adelia non esitò a seguire la sua amica e maestra in Europa. La ricerca della verità, che l’aveva portata a rompere con la religione tradizionale di famiglia, non si assopì durante la collaborazione con la pedagogista italiana, anzi l’arrivo nel vecchio mondo permise ad Adelia di conoscere meglio il cattolicesimo. La religione cattolica sembrava dare risposte certe e sicure alle domande che tormentavano il suo giovane animo. La conversione alla religione del Papa non fu un colpo di testa, ma il naturale evolversi di una ricerca durata più di venti anni. Fu lei stessa a raccontare ad alcune amiche come nel 1918, trovandosi in Spagna, a Barcellona, dove istruita da un gesuita, volle essere accolta nella chiesa Cattolica con il nome di Maria da un frate cappuccino.

L’approdo alla fede cattolica non fu un punto di arrivo, ma una tappa fondamentale nel cammino di perfezione che volle condurre senza mai risparmiarsi. La lettura di libri spirituali e in particolare di un classico della spiritualità – “l’abbandono alla Divina Provvidenza” del gesuita De Caussade -, la convinse a cercare senza sosta una guida spirituale che la accompagnasse e la spronasse a correre sulla via della perfezione. Da alcuni anni viveva a Roma con Maria Montessori e aveva sentito parlare di un santo frate cappuccino stimmatizzato che viveva nel Gargano e il desiderio di poterlo incontrare diveniva di giorno in giorno più vivo. “Figlia mia, non andare più in giro. Fermati qui” L’estate del 1923 Maria Montessori, Maria Pyle e un’amica rumena Rina Caterinici d’Ergin la trascorse a Capri. Il due ottobre di quell’anno Maria Pyle e l’amica rumena lasciarono l’isola partenopea per andare a San Giovanni Rotondo. Vi giunsero, dopo un viaggio quasi avventuroso, su mezzi che la Pyle stessa definiva sgangherati, la sera del 3 ottobre. La grande attesa trovò compimento la mattina del 4 ottobre, quando nella chiesetta di Santa Maria delle Grazie finalmente incontrò padre Pio da Pietrelcina: a 35 anni Maria aveva trovato finalmente il suo direttore spirituale. Così Maria ricordava quel primo incontro: “Ci guardammo soltanto, poi caddi in ginocchio e dissi «Padre!». Sul mio capo si poso la mano stimmatizzata del Padre che mi disse: «Figlia mia, non andare più in giro, Fermati qui»”. Alla scuola di Padre Pio Maria procedette celermente nella via della perfezione cristiana, vivendo una Fede viva, una Speranza ferma e una Carità ardente. Ma non ancora soddisfatta, chiese a Padre Pio di diventare religiosa in una congregazione francescana. La risposta del Padre fu subitanea e inequivocabile: «Il convento non è per te: iscriviti al Terz’Ordine!». E Maria vestì il saio francescano, ricevendolo dalle mani dello stesso padre Pio, il 24 agosto 1924 e il 6 settembre dell’anno seguente fu ammessa alla professione col nome di Suor Pia. Indossò, fino alla morte, sempre e solo un saio francescano, vivendo in maniera perfetta i consigli evangelici. “La casa della carità” Per essere più vicina al suo padre spirituale nel 1925 si era fatta costruire una casa nei pressi del Convento di Santa Maria delle Grazie. La sua divenne ben presto “la casa della carità”, perché sempre aperta a tutti, in ogni ora del giorno, e il povero era sempre l’ospite più atteso alla mensa.

Suoi speciali ospiti furono i Genitori del santo frate. Venuta a visitare il figlio nel dicembre del 1928 in occasione del Natale, Mamma Peppa si ammalò gravemente e morì all’alba del 3 gennaio 1929. La permanenza di Zi’ Grazio nella casa di Maria fu frequente e prolungata, e vi trascorse gli ultimi anni della sua vita; morì nella stessa stanza dove la sua consorte si era spenta circa venti anni prima. Assistito giorno e notte dal santo figlio, il papà di padre Pio morì la sera del 7 ottobre 1946. Qualche Giorno dopo la morte di mamma Peppa, sorpresa in lacrime, Maria confessò candidamente al Padre di essere preoccupata per la sorte della sua casa dopo la sua morte. Padre Pio le disse «Anche se questa casa dovesse crollare, verrebbe ricostruita pietra su pietra e destinata ad un uso che è bello e buono». Nella casa del padre celeste Per conformarsi più perfettamente al padre San Francesco e al suo Padre Spirituale, Maria aveva scelto di vivere la povertà francescana usando le sue ricchezze sempre a favore dei poveri e delle missioni. E quando avvertì prossima la sua morte fece dono dei suoi averi ai frati che aveva amato sempre come sua famiglia e ad essi lasciò anche la sua casa.

Maria precedette il Padre Spirituale in Paradiso: morì la sera del 26 aprile 1968. È sepolta nel cimitero comunale di San Giovanni Rotondo, nella cappella dei Frati Cappuccini, dove riposano le spoglie dei genitori del suo padre spirituale. Che Maria Pyle sia entrata in paradiso lo affermò lo stesso padre Pio, rispondendo ad un frate che domandava della sorte di una sua figlia spirituale così “santa”. Ma è ancora presto per poter parlare della sua “santità”. Un giorno forse… la chiameremo “santa Maria”, per ora ci basta sapere che nostra “sorella Maria” dal cielo veglia su di noi e continua la sua opera accanto al suo amato padre spirituale.

Fonte: www.mariapyle.org

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