Con la Vergine Santa in confessionale. L’esperienza di Padre Pellegrino

Il Settimanale di Padre Pio

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Le confessioni di Padre Pio mi facevano terrore, ma, quella sera, al mio rientro, la sua stanzetta mi parve fin troppo bella come tribunale della penitenza. Anche questa sensazione mi parve una concessione della Vergine. In altra occasione Padre Pio aveva detto: «La Madonna arreda il confessionale con i panneggi della misericordia e li sa mettere in bella mostra. Bisogna essere ciechi per non vedere». […] Mi disse con un’aria scrutatrice e accusatrice: «Tu temi di essere preso in giro, se mostri una maggiore devozione alla Madonna». Poi continuò incoraggiante: «Ma non devi confonderti con certi teologi “da quattre-nu-solde” (da quattro un soldo). Sappi che proprio sacrificando il tuo orgoglio alla Vergine Santissima “incarri” (indovini) il vero spirito della Chiesa nel sacramento della penitenza. E così diventerai “un coltivatore diretto” nel campo delle tue confessioni».

In un altro momento mi domandò: «Come ti senti ora che hai pregato la Madonna?». «Tale e quale come prima», risposi. «Peccato! – riprese – Mi ero illuso. Credevo di vederti trasformato. Forse chiedevo troppo. Spero, però, di vederti, per l’avvenire, più ordinato, più deciso, più riflessivo e meno pazzerello nel frequentare le confessioni». Sottolineò con la voce le parole: ordinato, deciso, riflessivo e meno pazzerello, per stamparmele bene nella mente, ma poi, accorgendosi di risultare poco chiaro per il mio comprendonio, aggiunse: «Che razza di confessioni fai, se non chiedi alla Madonna la grazia di saper separare con ordine il bene dal male? La grazia di essere deciso nei buoni propositi? La grazia di saper riflettere nell’esame della tua coscienza? La grazia di opporre un’astuzia santa alle astuzie del male?». «Eh, sì? – dissi – Tutti questi aiuti dovevo chiedere nella mia preghiera? Io mi stanco subito di pregare e non combino niente neppure nelle brevi preghiere che faccio». «Figlio mio – riprese con pazienza –, il sacramento della penitenza è fatto per l’uomo, e non viceversa. Però ricordati che solo nella tenera devozione alla Madonna, troverai il modo di servirtene bene, lo riconoscerai fatto apposta per te e non ne diventerai prigioniero sciocco e forse anche sacrilego». E aggiunse con amarezza: «Io non compiango tanto i non cattolici che non possono approfittare di questo sacramento, quanto i cattolici che non sanno servirsene a dovere».

Cf. Padre Pellegrino Funicelli,
Padre Pio tra sandali e cappuccio, pp. 176-177

Servizio Liturgico “Francesco Buenza”

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