« Educare i giovani alla giustizia e alla pace »: alcune riflessioni.

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È tradizione della Chiesa festeggiare, all’inizio dell’anno civile, mentre l’anno liturgico ci fa contemplare la divina Maternità di Maria, la Giornata Mondiale della Pace, giunta nel 2012 al 45° appuntamento. Istituita da Papa Paolo VI «come augurio e come promessa – all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo[i] », quest’anno la Giornata concentrerà la riflessione sull’educazione delle giovani generazioni ai temi della giustizia e della pace: «Educare i giovani alla giustizia e alla pace».

L’anno che si sta chiudendo ci ha lasciato in eredità alcuni moti di scontento, basti pensare ai fermenti del Medio Oriente, in quella che è stata ribattezzata “Primavera Araba”, che ha riportato l’attenzione sulle difficoltà che il mondo giovanile deve sopportare a causa di avverse situazioni politiche o, semplicemente, dalla scarsa considerazione riservatagli dal “mondo degli adulti”.

Papa Benedetto XVI, con il solito stile cristallino che lo contraddistingue, nel messaggio inviato per la Giornata ha ben fotografato «gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale[ii] ».

I problemi che i giovani devono affrontare vanno di pari passo « con il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche[iii] ». Quando si perde di vista il senso umano dell’economia, dei mercati, si finisce per cedere il posto al dio denaro, seminatore di discordie e di rancori tra le nazioni. Per questo, i giovani, portatori di un genuino spirito di iniziativa devono essere valorizzati, « nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo[iv] ».

«Essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare, non è solamente un’opportunità, ma un dovere primario di tutta la società, per la costruzione di un futuro di giustizia e di pace[v] » e la Chiesa, in modo particolare, « guarda ai giovani con speranza, ha fiducia in loro[vi] ». Da sempre la Chiesa ha manifestato un grande apprezzamento per il mondo giovanile, il beato Giovanni Paolo II ne è la testimonianza più eloquente e conosciuta.

L’educazione dei giovani alla giustizia e alla pace, necessita di alcuni che si prendano a cuore « le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce[vii] » del mondo giovanile: « per questo sono più che mai necessari autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni; testimoni che sappiano vedere più lontano degli altri, perché la loro vita abbraccia spazi più ampi[viii] ».

La testimonianza ideale, secondo il Papa, è offerta dalla prima cellula educativa dell’uomo, la famiglia, sottoposta alle minacce di una società che l’ha relegata al gradino più basso di un’ideale scala di importanza. I ritmi frenetici che essa deve sopportare hanno privato i giovani della presenza dei genitori, uno dei « beni più preziosi[ix] », « che permetta una sempre più profonda condivisione del cammino, per poter trasmettere quell’esperienza e quelle certezze acquisite con gli anni, che solo con il tempo trascorso insieme si possono comunicare[x] ».

L’appello del Papa per una corretta educazione alla giustizia e alla pace si sposta « ai responsabili delle istituzioni [xi]» e « ai responsabili politici [xii]» affinché « veglino con grande senso di responsabilità e la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza » offrendo « ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti[xiii] ».

L’educazione comporta « la formazione integrale della persona, inclusa la dimensione morale e spirituale dell’essere, in vista del suo fine ultimo e del bene della società di cui è membro[xiv] », ricordando che ogni uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio; questo status lo mette in una relazione con il Creatore che non annulla la libertà dell’uomo ma gli ricorda che essa « non può mai essere raggiunta nell’allontanamento da Lui[xv] ».

Solo così la libertà, depurata dall’orizzonte relativistico a cui l’uomo si è votato, diventa uno strumento di pace e di giustizia, capace di perdono e di carità reciproca.

Ai giovani è rivolto l’invito finale del Papa, quello di « avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente[xvi] ».

A cuore aperto, Benedetto XVI si rivolge ai giovani con queste parole, in chiusura di messaggio:

« Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo. Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo. Siate consapevoli delle vostre potenzialità e non chiudetevi mai in voi stessi, ma sappiate lavorare per un futuro più luminoso per tutti. Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi, vi segue, vi incoraggia e desidera offrirvi quanto ha di più prezioso: la possibilità di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Gesù Cristo, Colui che è la giustizia e la pace [xvii]».

 

 

Leonardo Fania
 
 

[i]  Paolo VI, Messaggio per la I Giornata Mondiale della Pace.

[ii]  Benedetto XVI, Educare i giovani alla giustizia e alla pace, Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace.

[iii]  Ibid.

[iv]  Ibid.

[v]  Ibid.

[vi]  Ibid.

[vii]  Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione pastorale Gaudium et spes.

[viii]  Benedetto XVI, Educare i giovani alla giustizia e alla pace, Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace.

[ix]  Ibid.

[x]  Ibid.

[xi]  Ibid.

[xii]  Ibid.

[xiii] Ibid.

[xiv] Ibid.

[xv] Ibid.

[xvi] Ibid.

[xvii] Ibid.

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1 Commento

  1. Michele dice

    Bell’articolo…bravo Leonardo!!

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