Giovani Apostoli della Gioia, abbracciati a Cristo Crocifisso

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Testimoni della gioiosità, con la mente rivolta all’Amore crocifisso, per annunciare Dio agli uomini e al mondo. Se l’impresa prima sembrava ardua, adesso la potremmo definire quasi impossibile con le sole forze umane. Papa Benedetto XVI ci aveva conquistati con il suo desiderio di testimoniare Cristo e il suo Vangelo sine glossa, ma papa Francesco ha rincarato la dose!

Prestando fede agli insegnamenti di colui del quale porta il nome, papa Bergoglio inaugura il suo rapporto con i giovani in maniera tutt’altro che semplicistica: invita, infatti, a non aver vergogna della Croce, anzi di abbracciarla perché è nel dono di se stessi che si ha la vera gioia. Frase diretta, schietta, che richiama e concretizza ciò che papa Benedetto scriveva nel messaggio per la GMG di Rio de Janeiro, ormai alle porte.

Essere testimoni di Cristo, dunque, presuppone un radicamento totale nella Parola di Dio e nel sostegno mutuato dalla preghiera e dalla partecipazione ai sacramenti. Le prove che Cristo ci chiederà di affrontare nel suo nome, allora, non saranno combattimenti impari ma dimostrazione di sicurezza e solidità nella fede, con l’aiuto e il sostegno della Chiesa (cfr. Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù,7).

Può sembrare un cammino scomodo, sicuramente meno allettante delle luci, dei colori e dei suoni delle discoteche, ma certamente più soddisfacente e importante perché «è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù!» (Omelia di papa Francesco nella celebrazione Domenica delle Palme e della Passione del Signore nell’anno 2013, 3).

In maniera simpatica alcuni link su Facebook paragonano gli ultimi tre pontefici alle tre virtù teologali: papa Benedetto alla fede, il beato Giovanni Paolo II alla speranza e papa Francesco alla carità. Con l’aiuto e il magistero dei “papi delle virtù” abbiamo sicuramente imboccato la via giusta. E proprio la fede nel Dio altissimo, la speranza nella felicità eterna e la carità verso il prossimo dovranno accompagnare il percorso di noi giovani alla scoperta del vero Amico, di colui che nel silenzio dell’anima rinvigorisce la nostra vita.

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