Giovani: educare la coscienza per far crescere la pace

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«Di fronte alle ombre che oggi oscurano l’orizzonte del mondo, assumersi la responsabilità di educare i giovani alla conoscenza della verità, ai valori fondamentali dell’esistenza, alle virtù intellettuali, teologali e morali, significa guardare al futuro con speranza». Parole del Papa nell’omelia della Messa per la solennità di Maria SS. Madre di Dio, in questo primo gennaio in cui ricorre la 45.ma Giornata mondiale della pace.

Il Papa ha presieduto la celebrazione in San Pietro; hanno concelebrato numerosi cardinali e vescovi, alla presenza di molti ambasciatori accreditati presso la Santa Sede.

«I ragazzi e le ragazze di oggi crescono in un mondo che è diventato, per così dire, più piccolo, dove i contatti tra le differenti culture e tradizioni, anche se non sempre diretti, sono costanti. Per loro, oggi più che mai, – ha sottolineato Benedetto XVI – è indispensabile imparare il valore e il metodo della convivenza pacifica, del rispetto reciproco, del dialogo e della comprensione. I giovani sono per loro natura aperti a questi atteggiamenti, ma proprio la realtà sociale in cui crescono può portarli a pensare e ad agire in modo opposto, persino intollerante e violento. Solo una solida educazione della loro coscienza può metterli al riparo da questi rischi e renderli capaci di lottare sempre e soltanto contando sulla forza della verità  e del bene».

A mezzogiorno, a conclusione della recita dell’Angelus, il Santo Padre, nel ringraziare per i tanti messaggi di auguri ricevuti, ha citato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e indirizzato «all’intero popolo italiano ogni miglior auspicio di pace e di prosperità per l’anno appena iniziato».

 

 

 

(fonte: Avvenire.it)

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