Guida agli oggetti Liturgici: Il Turibolo e la Navetta

Cosa sono e come usarli

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L’incenso è, fin dai tempi antichi, usato per onorare e adorare le divinità. Il “Turibolo” e la “Navetta”, gli oggetti atti all’incensazione, esistono da molti secoli. I primi cristiani, infatti, s’inspirarono alle liturgie e cerimonie dei romani che derivavano da quelle greche e egizie. Il comodo e portatile Turibolo aveva sostituito l’enorme e ingombrante braciere che era presente in ogni casa ove vi si bruciava l’incenso per i Lari (i dei protettori della famiglia per i Romani).

Cos’è? 

Il nome Turibolo deriva dal latino “thuribulum” la cui radice thur  significa incenso. Il Turibolo è un piccolo vaso dove vi si brucia l’incenso e ha un coperchio; vi sono anche quattro catene (tre sostengono il vaso e una il coperchio). Ogni catena ha, sull’estremità, degli anelli dove vi si infilano le dita. La navetta (o navicella) è un piccolo vaso contenente l’incenso da aggiungere nel momento opportuno nel Turibolo. I ministranti preposti all’utilizzo di questi oggetti sono chiamati “turiferaio” e “navicolaio”.

Quando si usano?

Durante la Celebrazione Eucaristica vi sono vari momenti ove s’incensa:

  1. All’inizio della Messa il sacerdote incensa l’altare, la croce e statue dei santi o della vergine (ove sono presenti e in occasione di alcune feste o solennità)
  2. Poco prima della lettura del Vangelo vi è l’incensazione dell’ Evangeliario (Il libro dove il sacerdote o il diacono legge la Parola di Dio)
  3. All’ Offertorio s’incensano i doni, l’altare, statue dei santi o della vergine (vedi sopra) e, in segno di purificazione, il sacerdote, i sacerdoti concelebranti, i diaconi e tutti i fedeli.
  4. Durante la Preghiera Eucaristica.

Come si usa?

Durante l’Acclamazione al vangelo e all’offertorio avviene il gesto dell’ “imposizione” dell’incenso nel quale il sacerdote inserisce l’incenso nel turibolo prelevandolo dalla navetta. Il turiferaio alza a sufficiente altezza il coperchio mobile sollevando l’anello mobile con il pollice destro e porge il vaso al sacerdote stringendo le catenelle alla sommità del coperchio mobile, al punto dove si è sollevato,  alzando il turibolo ad altezza conveniente al sacerdote. Per il momento dell’incensazione è necessario che la mano sinistra tenga il coperchio per l’anello sul petto; con la destra impugni le catenelle all’altezza del coperchio mobile, aderente alla coppa con carboni ben accesi, alzando così la destra all’altezza conveniente al di sotto del petto, ma staccata dalla persona, in modo che le catenelle delineino una curva. Da questa posizione si alza il turibolo e lo si dirige delicatamente verso la cosa da incensare.

Fonti: Wikipedia – MinistrantiOk.com

 

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