I pareri di un Santo

Il Settimanale di Padre Pio

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Siamo a lunedì. Nel dormitorio Padre Pio dice all’Arcivescovo: «Eccellenza, qual è più pesante la mia o la sua croce?».
L’Arcivescovo si leva la croce dal collo e fa vista di metterla a Padre Pio. Ma egli si ritrae.
Io gli ho domandato: «Dimmi: c’è stato un momento solo nella tua vita, senza che tu abbia sofferto?».
Ed egli: «Quel momento è stato il più doloroso della mia vita!».
Dunque la sua gioia è nella sofferenza? Paradossi dei Santi!

* * *
L’importanza di una guida

Ho domandato a Padre Pio se si può fare senza direttore spirituale. Mi ha risposto che può bastare anche il semplice Confessore e quando questi non sia capace a comprendere certe situazioni dello spirito ci si rimette alla bontà di Dio.
Però dice: «Fare da sé è come studiare da sé: col maestro si fa prima e meglio».
«E tu l’hai il Direttore spirituale?».
«L’avevo ed era il Padre Benedetto, ma da quando me lo levarono, sono rimasto senza».
«Ma non hai per Confessore Padre Agostino?».
«Sì, ma non mi capisce, ed io tiro avanti confidando in Dio».

* * *

La Messa in Paradiso

Stasera, presente l’Arcivescovo, Padre Pio ha domandato se è contro la fede credere che in Paradiso i Sacerdoti celebrino la Santa Messa. Gli è stato risposto che non è verosimile. Ma non è rimasto molto persuaso.
Allora ha domandato: «Se Adamo non avesse peccato, il Verbo Incarnato l’avrebbe istituita l’Eucaristia?»
Gli è stato risposto che non era necessaria. Ma qui si è puntato, si è riscaldato […].
Ho preso occasione da questo fatto per dirgli, in Coro, solo a solo: «Stasera mi hai offeso!».
«Io? Come? Quando? Dimmelo, che sono pronto a mettermi in ginocchio e a chiederti perdono».
E ci si è messo davvero. Io esagerando gli ho detto: «Ma con te non si può discutere, perché alzi subito la voce e non vuoi sentire ragioni».
Ed egli con fare umile: «Ma no: io sostenevo il mio parere contro le vostre ragioni che non convincono; ma poi non volevo offendere nessuno. Dimmi, ti sei proprio offeso? Dimmelo, se no stanotte non mi fai dormire!». Io gli ho fatto un bel sorriso e l’ho salutato. Lui è rimasto in Coro a pregare.
In questi giorni ho potuto constatare, meglio di prima, come veramente questo Padre sia un porto di salvezza: o, se volete, un mare, ove vengono a scaricarsi a fiumi i dolori dell’umanità.

* * *

Un’enigmatica penitente

Oggi alla presenza di tutti noi, come per divertirci, ha raccontato questo episodio.
«Un giorno, verso le ore 12, terminato di comunicare, mi si presenta una donna vecchia e malvestita chiedendomi di confessarla.
“Vieni al confessionale!”. Ma era sorda e la confesso in sacrestia. Non si mette in ginocchio, perché dice che le fanno male. Confessa una tal massa di peccati da inorridire. Infine le dico di mettersi in ginocchio almeno per l’assoluzione. Dice che non può. Allora incomincio la formula… Ma appena dico: “Ego te…” caccia un grido così forte che mi lascia stordito e se ne fuggì. Io la vidi aprire la porta di sacrestia, poi un fruscio, e sentii sbattere la porta di chiesa, come da una ventata. Io vo in chiesa: nulla; fuori di chiesa: nulla. C’erano dei pellegrini che pranzavano. Guardo a destra e a sinistra: nulla. Mi dicono i pellegrini: “Che avete, Padre, siete così pallido. Vi sentite male?”. “No, no, state buoni! Piuttosto c’era una persona che voleva confessarsi e in chiesa non c’è più. Ma l’avete vista, poco fa, uscire di chiesa?”. “Di qui non è uscito nessuno”. E io non mi sono mai riuscito a spiegare questo fatto strano».

Padre Giovanni da Baggio,
Padre Pio visto dall’interno,
pp. 50-53

Servizio Liturgico “Francesco Buenza”

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