II Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

«Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa»

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Andrea e un altro discepolo lasciano il Battista e seguono Gesù. La vocazione divina non segna un qualsiasi momento, sia pur privilegiato, della vita. È invece l’ora solenne e definitiva che tutto modifica e sconvolge, che tutto fa nuovo nell’esistenza del chiamato. 

La chiamata di Dio percorre tutta la Bibbia. Samuele (I Lettura) deve imparare a riconoscere la voce di Dio che ancora non conosce. Quando il sacerdote che lo segue gli dice cosa rispondere, Samuele obbediente si rende disponibile a Dio e diventa un grande profeta. È un testo che ci prepara ad accogliere la chiamata di Gesù per i primi discepoli. Il Vangelo di Giovanni presenta una rilettura teologica della vita di Cristo: i discepoli sono presentati come persone in ricerca, che seguono un maestro.

Il Battista indica il Signore come vera guida ed essi obbediscono. La domanda che Gesù Cristo pone loro è centrale: «Cosa cercate?». Sono le prime parole del Signore, che poi ci condurrà alla domanda finale del Vangelo di Giovanni: «Chi cercate?». Si parte con il cercare qualcosa: un senso per la propria vita, la gioia, la pace; fino a cercare solo Qualcuno: Dio e il suo Regno. Gesù dice a noi: «Venite e vedrete». È lui l’unico che usa il futuro: non vediamo, ma vedremo. È Lui l’unico che ci guarda non da quello che siamo, ma da ciò che possiamo diventare. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Le prime parole di Gesù che il Vangelo di Giovanni registra sono sotto forma di domanda. È la pedagogia di quel giovane rabbi, che sembra quasi dimenticare se stesso per mettere in primo piano quei due giovani, quasi dicesse loro: prima venite voi. Amore vero mette sempre il tu prima dell’io.

Anche all’alba di Pasqua, nel giardino appena fuori Gerusalemme, Gesù si rivolgerà a Maria di Magdala con le stese parole: Donna, chi cerchi? Le prime parole del Gesù storico e le prime del Cristo risorto, due domande uguali, rivelano che il Maestro dell’esistenza non vuole imporsi, non gli interessa stupire o abbagliare o indottrinare, ma la sua passione è farsi vicino, porsi a fianco, rallentare il passo per farsi compagno di strada di ogni cuore che cerca.

Che cosa cercate? Con questa domanda Gesù non si rivolge all’intelligenza, alla cultura o alle competenze dei due discepoli che lasciano Giovanni, non interroga la teologia di Maddalena, ma la sua umanità. Si tratta di un interrogativo al quale tutti sono in grado di rispondere, i colti e gli ignoranti, i laici e i religiosi, i giusti e i peccatori. Perché lui, il maestro del cuore, fa le domande vere, quelle che fanno vivere: si rivolge innanzitutto al desiderio profondo, al tessuto segreto dell’essere. Che cosa cercate? significa: qual è il vostro desiderio più forte? Che cosa desiderate più di tutto dalla vita? Gesù, che è il vero maestro ed esegeta del desiderio, ci insegna a non accontentarci, insegna fame di cielo, «il morso del più» (L. Ciotti), salva la grandezza del desiderio, lo salva dalla depressione, dal rimpicciolimento, dalla banalizzazione.

Con questa semplice domanda: che cosa cercate? Gesù fa capire che la nostra identità più umana è di essere creature di ricerca e di desiderio. Perché a tutti manca qualcosa: infatti la ricerca nasce da una assenza, da un vuoto che chiede di essere colmato. Che cosa mi manca? Di che cosa mi sento povero?
Gesù non chiede per prima cosa rinunce o penitenze, non impone sacrifici sull’altare del dovere o dello sforzo, chiede prima di tutto di rientrare nel tuo cuore, di comprenderlo, di conoscere che cosa desideri di più, che cosa ti fa felice, che cosa accade nel tuo intimo. Di ascoltare il cuore. E poi di abbracciarlo, «di accostare le labbra alla sorgente del cuore e bere» (San Bernardo). I padri antichi definiscono questo movimento: il ritorno al cuore: «trova la chiave del cuore. Questa chiave, lo vedrai, apre anche la porta del Regno» (San Giovanni Crisostomo). Che cosa cercate? Per chi camminate? Io lo so: cammino per uno che fa felice il cuore.

Letture: Letture: 1 Samuele 3,3-10.19; Salmo 39; 1 Corinzi 6,13-15.17-20; Giovanni 1,35-42

Fonte: La-domenica.it – chiesacattolica.it

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