Il Battesimo di Gesù

Il primo mistero della luce

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«Il Cristiano nel  Battesimo risorge in Gesù, viene sollevato a una vita soprannaturale, acquista la bella speranza di sedere glorioso sopra il treno celeste. Quale dignità! » (Padre Pio, Epistolario II, 16-X-1914 a Raffaelina Cerase pag 229)

“In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».  Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.  Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto»”. (Mt 3,13-17)

Mentre il Cristo scende, quale innocente che si fa “peccato” per noi, nell’acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del padre lo proclama figlio diletto mentre lo Spirito scende su di Lui per investirlo della missione che lo attende. (Rosarium Virginis Mariae n.21)

Gesù non aveva peccati da farsi perdonare, né doveva far penitenza non essendo peccatore ma poiché era la Parola inviata doveva mostrarsi al mondo, confondendosi con i peccatori per invitare tutti alla conversione. È il Padre che si fa garante della missione di Gesù ed è lo Spirito Santo che l’investe perché porti a compimento l’avventura di Dio con l’uomo. Gesù è il nuovo Israele che passa il fiume Giordano per entrare nella terra promessa della volontà di Dio.

Gesù è l’uomo nuovo che mette in relazione il Cielo e la terra. Vincendo il peccato ha guadagnato a Dio ogni uomo che confessi i suoi peccati e faccia penitenza. I simboli dell’antica alleanza cedono il posto alla realtà: il popolo riunito è il nuovo Israele che accoglie Gesù, l’esecutore della promessa del Padre. Il passato diventa presente ed è la pienezza del Cristo non c’è più presente, futuro ma solo il presente di Dio che è la salvezza: viene proposto un ordine nuovo e un equilibrio stabile tra la terra e il cielo.

Gesù è il servo di Jahweh che affronta la storia dell’uomo perché si purifichi con la sofferenza e la tentazione. L’uomo non è un essere qualunque che si arrangia, ma è colui che deve realizzare la volontà di Dio. Egli affronta la lotta quotidiana, si rinnova per realizzare le promesse di Dio e presenta al Cielo la debolezza della terra. Dio gli si fa vicino perché ama veramente l’uomo, scusa le sue debolezze e si offre come modello d’amore e di disponibilità.

Vicino a Gesù l’uomo si sente peccatore e indegno. Se osa credere è perché Dio lo ha invitato a stare con Lui e Gesù, facendosi uomo, ha annullato la distanza Terra-Cielo. Ora l’uomo è confluito nel nuovo Israele, Chiesa, la Comunità dei santi. Nella nostra vita di fede non sono i peccati a dettare legge, ma l’amore restaurato che conosce il perdono e costruisce una nuova vita. Nel cuore dell’uomo non abita il peccato ma l’amore di Dio che salva.

Fonte: “Il Santo Rosario – Il credo fatto preghiera” di Don Giovanni Ercolino

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