“Il cacciatore di aquiloni” e “Mille splendidi soli”: due libri per riflettere

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“Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hossein è un libro che non ha bisogno di presentazioni visto che è il caso letterario degli ultimi anni. E’ un romanzo che può essere interpretato partendo dall’inizio così come dalla fine, la storia può scorrere anche all’inverso e suscitare la stessa emozione commovente nel lettore.
Un’amicizia legata al filo di un aquilone che sembra non debba spezzarsi mai, viene strappata da un evento che marchierà in maniera indelebile il tempo e la personalità di entrambi.
Due bambini Amir e Hassan crescono insieme, inseparabili, in una Kabul segnata già da fantasmi e contraddizioni interne, si trovano a dover affrontare la vita in due modi differenti, lontani l’uno dall’altra, dopo che il servo ha subito una violenza e il piccolo padrone si sente colpevole di non aver fatto nulla, di non aver neanche confessato la paura che lo aveva immobilizzato.
Ma le cose cambiano quando a distanza di molti anni Amir in seguito ad una telefonata decide di ritornare a Kabul, posto che aveva lasciato alla volta dell’America, per trovare il figlio del suo vecchio amico Hassan. E nelle sua terra troverà i segni di una sconfitta che lui subisce solo indirettamente, quella di un luogo in cui le donne sono corpi invisibili e gli aquiloni hanno smesso di colorare il cielo di Kabul.
La trama del romanzo lascia per tutta la durata del libro in sospensione e con il groppo in gola, fino a quando non è raccontata tutta la verità, ma a quel punto si ha voglia che la storia non finisca così presto.
“Il cacciatore di aquiloni” oltre ad aver venduto milioni di copie in tutto il mondo è diventato un film da incassi stratosferici uscito in Italia nel 2008 diretto da Marc Forster.

“Mille splendidi soli” è il secondo romanzo dello scrittore americano, di origine afghana Khaled Hosseini, scrittore del precedente best sellers “Il cacciatore di aquiloni”. La trama di questo libro è complessa e appassionante, intreccia le vite di due persone, due donne, per essere più precisi, che conducono due esistenze completamente differenti, fino a quando non sono costrette a condividere lo stesso tetto e lo stesso uomo. Mariam è un “harami“, una bastarda, essendo una figlia illegittima del padre e della sua serva. Ha quindici anni e ha un desiderio, quello di andare ad Herat per conoscere un nuovo mondo e studiare, ma vive su una collina in una casa di legno dove aspetta con ansia che arrivi il giovedì per poter incontrare suo padre. Il giorno in cui suo padre le promette di portarla al cinema, non si presenta e allora Mariam si incammina verso Herat per andare da lui, ma viene rifiutata. Tornata a casa trova la madre impiccata e per questo viene ospitata nell’abitazione del padre, che le trova un marito. L’uomo, Rashid, è un vedovo anziano che desidera avere un figlio e che Mariam è costretta a sposare. Laila invece è una bambina di nove anni che si trova a fare i conti con la morte dei fratelli andati in guerra contro i comunisti. La ragazzina a quattordici anni si innamora del suo amico Tariq che dopo qualche anno parte per la guerra civile, ma con cui ha un rapporto prima che Tariq si incammini verso la guerra. Anche il padre di Laila vuole partire per la guerra, ma la loro casa viene bombardata e la sua famiglia muore, mentre lei si salva grazie all’intervento di Mariam. Dopo le cure Rashid, già marito di Mariam, decide di sposare Laila per avere quel figlio che la precedente moglie non gli è riuscita a dare. Laila però scopre di essere incinta di Tariq, che le hanno fatto credere morto. Alla nascita della bambina Rashid si comporta in maniera violenta, perché desiderava avere un figlio maschio, ed è solo a questo punto della storia che le vite delle due protagoniste si intrecciano veramente, poiché le due donne decidono di scappare per non dover sottostare al potere del loro marito, ma la fuga non riesce e Rashid riesce quasi ad uccidere Laila e la bambina. La trama si complica sempre di più con l’andare delle pagine, ci sono colpi di scena, violenze che si ripetono, speranze che si cercano dentro di sé e un coraggio che si evidenzia sempre con maggiore intensità fino alle ultime battute del libro. Un romanzo che valorizza l’amicizia e l’amore, che racconta la storia di un popolo sottomesso e di una guerra che porta distruzione

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