Il Natale per il Catechismo

Alcuni spunti di riflessione per il natale tratti dal catechismo della Chiesa Cattolica

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Il vangelo della nascita

La prima comunità dei credenti, animata dallo Spirito Santo e guidata dagli Apostoli, penetra progressivamente nella profondità del mistero di Gesù; comprende che tutta la sua esistenza è rivelazione di Dio e causa di salvezza per noi. In questa prospettiva anche gli episodi salienti che circondano la sua nascita diventano vangelo, perché lasciano già intravedere quello che poi si manifesterà pienamente alla luce di Pasqua, che cioè Dio è con noi per salvarci e riportarci alla comunione con sé. Si tratta di ricordi, fedelmente custoditi e trasmessi in ambito familiare, che ora vengono compresi nel loro profondo significato.

Nel racconto di Matteo

Matteo apre il suo Vangelo con una genealogia e organizza gli 8-157.pngavvenimenti della nascita di Gesù in cinque quadrinota: annuncio a Giuseppe, visita dei Magi, fuga in Egitto, strage degli innocenti, ritorno a Nàzaret. Mette in evidenza che Gesù viene a nascere in mezzo a un popolo di peccatori; ma il suo nome significa “Il Signore salva”nota. Sarà dunque il Salvatore per Israele e per tutte le nazioni della terra, rappresentate dai Magi. Incontrerà persecuzioni ma, come nuovo Mosè, libererà i credenti dal peccato e li guiderà fuori della schiavitù. Sarà il pegno della fedeltà di Dio, la sua presenza misericordiosa, l’Emmanuele, Dio-con-noinota. Lo si comprenderà bene più tardi al termine di tutto il Vangelo, quando il Risorto assicurerà solennemente: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni» (Mt 28,20).

Nel racconto di Luca

L’evangelista Luca racconta la nascita e la vita nascosta di Gesù in parallelo con quella di Giovanni Battista, presentandolo come dono incomparabile e gratuito di Dio ai poverinota. In ogni epoca ci sono degli uomini che sono un dono straordinario, che aprono prospettive nuove di fraternità e di speranza. Per Israele è dono grande Giovanni Battista, che preparerà le vie del Signore; non per niente nasce da genitori sterili in virtù della benedizione divina, come un tempo Isacco e Samuele. Ma dono assolutamente unico per tutte le genti è Gesù, il Figlio dell’Altissimo, il Salvatore, il Cristo Signore: per questo nasce da una Vergine, umile e povera, in virtù dello Spirito Santo. La sua nascita verginale indica che è Figlio del Padre celeste e che la salvezza è frutto della grazia e non delle capacità umane.Per accogliere il dono occorre essere poveri, come sua madre Maria, come Elisabetta, come i pastori, come Simeone e Anna, che ripongono la loro speranza unicamente nel Signore.
CdA, 132

I misteri dell’infanzia e della vita nascosta

Nella nascita del Messia, povero tra i poveri, viene anticipata la suprema povertà del Crocifisso e comincia a risplendere la gloria di Dio, intesa come rivelazione del suo amore. Nella circoncisione del bambino Gesù si esprimono la sua appartenenza al popolo di Israele e la sua sottomissione alla legge. Nella presentazione al tempio Israele, rappresentato da Simeone e Anna, vede coronata la sua attesa e incontra il suo salvatore, mandato da Dio anche come «luce per illuminare le genti» (Lc 2,32). Nella venuta dei Magi sono le nazioni pagane che, mediante i loro rappresentanti, vanno incontro al Messia di Israele e lo adorano come salvatore universale. Nella fuga in Egitto si annuncia per il Messia un futuro di contrasti e persecuzioni: attuerà la sua missione attraverso la sofferenza. Nel ritrovamento nel tempio emerge la consapevolezza di Gesù circa la propria missione e la propria identità di Figlio di Dio.
La lunga permanenza di Gesù a Nàzaret, intessuta di fatica quotidiana e di ordinari rapporti con la gente anonima di un oscuro villaggio, manifesta anch’essa la condiscendenza di Dio e la sua volontà di essere con noi e per noi. Dio ama la vita quotidiana che non fa notizia, caratterizzata dalla famiglia e dal lavoro, la vita della quasi totalità del genere umano. In essa si lascia incontrare: basta viverla come un dono e un compito, con fede e amore. Non è necessario compiere grandi imprese per essere santi.

Tempo di Natale

Per il loro significato salvifico, gli eventi dell’infanzia e della vita nascosta hanno grande risalto nella fede, nella devozione, nella tradizione culturale e artistica del popolo cristiano. La Chiesa li ripercorre con particolare solennità nel tempo liturgico del Natale, in cui celebra il mistero dell’incarnazione.
[305] In Gesù, Dio stesso si è fatto vicino e rimane con noi, dono incomparabile da accogliere con umiltà nella vita di ogni giorno.

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