Il Rosario è una preghiera antiquata e monotona?

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È stata testimone delle apparizioni della Madonna insieme ai cugini Francisco e Jacinta

A chi dice che il Rosario è una preghiera antiquata e monotona per via della ripetizione delle preghiere che lo compongono, chiedo se c’è qualcosa che viva se non per la ripetizione continuata delle stesse azioni.

Dio ha creato tutto ciò che esiste perché si conservasse mediante la ripetizione continuata e ininterrotta degli stessi atti. Così, per conservare la vita naturale, inspiriamo ed espiriamo sempre allo stesso modo; il cuore batte continuamente seguendo sempre lo stesso ritmo. Le stelle, come il Sole, la Luna, i pianeti, la Terra, seguono sempre la stessa rotta indicata da Dio.

Il giorno succede alla notte, anno dopo anno, sempre allo stesso modo. La luce del Sole ci illumina e ci scalda in primavera, gli alberi si rivestono di fiori, danno frutti e tornano a perdere le foglie in autunno e in inverno.

Tutto segue la legge stabilita da Dio, e a nessuno è venuto in mente di dire che sia una cosa monotona, perché ne abbiamo bisogno per vivere! Nella vita spirituale abbiamo la stessa necessità di ripetere continuamente le stesse preghiere, gli stessi atti di fede, di speranza e di carità, per avere vita, visto che la nostra vita è una partecipazione continuata alla vita di Dio.

Quando i discepoli chiesero a Gesù di insegnare loro a pregare, Egli ha insegnato loro la bella formula del Padre Nostro, dicendo: “Quando pregate, dite: Padre…” (Lc 11, 2).

Il Signore ci ha detto di pregare così, senza dirci che, trascorso un certo numero di anni, cercassimo una nuova formula di preghiera perché questa sarebbe diventata antica e monotona.

Quando i fidanzati si incontrano, trascorrono ore e ore a ripetersi la stessa cosa: “Ti amo!” Quello che manca a chi ritiene il Rosario monotono è l’Amore, e tutto quello che non è fatto per amore non ha valore. Per questo, il Catechismo ci dice che i dieci Comandamenti della Legge di Dio si racchiudono in uno solo, che è amare Dio al di sopra di tutte le cose e il prossimo come noi stessi.

Coloro che recitano quotidianamente il Rosario sono come i figli che dispongono ogni giorno di qualche momento per andare accanto al padre, fargli compagnia, esprimergli la propria riconoscenza, prestargli i propri servizi, ricevere i suoi consigli e la sua benedizione. È lo scambio dell’amore, del padre nei confronti del figlio e di questi nei confronti del padre; è un dono reciproco.

Suor Lucia, in Apelos da Mensagem de Fátima

Fonte: Servizio Liturgico

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