Il simbolo della croce

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Il segno di croce è il gesto più familiare dei cristiani. Più che un segno, questo gesto è in verità un
simbolo, quando viene fatto bene e sentito profondamente.

Sul proprio corpo

Il gesto verticale della mano per toccarsi la fronte e il cuore, seguito dal gesto orizzontale della mano
che va da una spalla all’altra, mentre si ripete la benedizione battesimale:«Nel nome del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo» non è semplicemente un modo per dire agli altri che si è cristiani, ma è un simbolo che
connota la persona, la collega a Cristo stesso e l’impegna, come dice sant’Agostino: «Se si domanda ad un
catecumeno “Credi in Cristo?” questi risponde di sì e si segna. Porta già infatti la croce di Cristo sulla sua fronte e non si vergogna della croce del suo Signore». Questo segno immerge di nuovo, personalmente e fisicamente, i cristiani nel mistero trinitario del loro battesimo, nel mistero della croce e per questo motivo essi lo fanno prima
di una preghiera e all’inizio di una celebrazione. Prima di ascoltare il Vangelo, fanno questo segno con il
pollice sulla fronte, sulla bocca e sul petto in modo che la Parola di Dio possa illuminare il loro spirito,
possa risuonare sulle loro labbra e toccare il loro cuore.

Sui battezzati e i confermati

Quando si accoglie un invitato, lo si fa con gesti e parole che dicono l’amicizia, il rispetto, la gioia. Chi
viene accolto per ricevere il battesimo viene accolto dalla Chiesa in modo originale. Infatti il presbitero, i
genitori, i padrini e le madrine, i catechisti «segnano il battezzato con la croce che è il segno di Cristo
nostro Salvatore».
Nella confermazione, il vescovo traccia con l’olio santo una croce sulla fronte di ciascuno dicendo:
«Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono». Così il segno della croce è distintivo della
famiglia dei cristiani.
Mediante il battesimo, il cristiano comincerà ad appartenere a Cristo e sarà simile a lui. Per il battesimo
di un bambino già grandicello o di un adulto, si può anche fare il segno della croce sulle sue orecchie
«perché ascolti ciò che dice Gesù», sui suoi occhi «perché veda le opere di Gesù», sulle sue labbra «perché
sappia rispondere a Gesù che gli parla», sul suo cuore «perché sappia accogliere Gesù nel suo cuore» e
sulle sue spalle «perché abbia la forza di Gesù». Insomma, è tutta la sua persona ad essere accolta e
trasformata.
.
Sull’assemblea dei cristiani

Il presbitero, alla fine della celebrazione eucaristica, o di una preghiera, benedice l’assemblea nel nome
di Cristo tracciando su di essa il segno della croce affinché ciascuno dei suoi membri sia un testimone
vivente del Vangelo e della croce.

Sull’evangeliario, sul pane e sul vino

Il segno della croce, che si fa su alcune cose e su taluni oggetti, non vuole conferire loro un potere
magico ma, con questo gesto, si esprime la benedizione di Dio e si ricorda a quanti li prendono, li leggono
o li portano, che questi oggetti indicano la loro relazione con la persona di Cristo.

La croce occupa inoltre un posto importante nella liturgia. Prima di tutto il Venerdì Santo (e nella festa
del 14 settembre), essa è onorata come croce gloriosa proprio mentre si celebra l’anniversario del giorno
della morte di Gesù e si legge il racconto della Passione secondo san Giovanni. La croce viene portata,
mostrata, acclamata, venerata e abbracciata. Tutta una serie di gesti concreti esprimono e ravvivano il
legame tra i cristiani e la persona di Gesù salvatore, e tutta una serie di gesti ricordano l’aspetto serio e
drammatico della Passione di Gesù e pure la gioia della sua vittoria. Durante la celebrazione
dell’eucaristia, la croce si trova accanto all’altare e viene portata in processione, così i cristiani quando
celebrano hanno sempre questo segno sotto gli occhi.

Fonte: Ufficio Catechistico Diocesi di Torino

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