La corona dell’Avvento

Come vivere al meglio l'avvento

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Siamo arrivati a quel periodo dell’anno in cui i cuori si riempiono di gioia perché si avvicina il giorno in cui commemoriamo la venuta del Nostro Salvatore. Tra le luci, le feste di fine anno e le celebrazioni, a volte dimentichiamo il motivo che ha provocato tutto questo fermento. Per fortuna c’è sempre una guida, ci sono dei mezzi concreti per non dimenticare chi stiamo festeggiando. Uno di questi mezzi è la Corona d’Avvento. Avete già la vostra? Se non sapete come realizzarla e cosa farne ve lo diciamo noi.

La Corona d’Avvento è uno dei simboli caratteristici di questo periodo liturgico, ma non è solo un ornamento, perché c’è tutta una liturgia che vi aiuterà in ciascuna di queste quattro domeniche a ricordare la direzione in cui state camminando.

Cosa significa la Corona d’Avvento?

La Corona d’Avvento è costituita da una base circolare fatta di foglie di cipresso, eucalipto o qualcosa di simile (ci sono anche basi sintetiche, ma è più bello che siano naturali). La forma circolare rappresenta l’amore di Dio che è eterno, senza principio e senza fine, e il modo in cui dobbiamo amare gli altri rinnovati sempre in questo amore. Sono rami verdi perché il colore verde rappresenta la speranza e la vita. Questi rami rappresentano anche noi che siamo parte di un albero più grande: Dio. Le quattro candele rappresentano le tenebre sconfitte a poco a poco man mano che si avvicina la luce che porta alla nascita del Signore.

Cosa serve?

C’è bisogno di una base circolare di cipresso o comunque con fogliame verde, 4 candele o ceri, tre viola e una rosa (si può includere un’altra candela bianca), un nastro colorato e ornamenti vari come i fiori per decorarla, e soprattutto avere il cuore disposto a lasciarsi illuminare dalla luce di Cristo che viene.

Comporre la Corona

L’ideale è comporla in famiglia. Collocate la base circolare di foglie verdi e fermatela bene con un filo. Ornatela con nastri e collocate le 4 candele in ogni “angolo”, come a formare un quadrato nel cerchio. Le candele (che rappresentano ciascuna domenica d’Avvento) sono tre viola e una rosa. Il viola rappresenta la veglia, la penitenza e il sacrificio, il rosa l’allegria. A volte si pone una candela bianca al centro della Corona a rappresentare Cristo, centro di tutto ciò che esiste. Usate i nastri e gli ornamenti per decorare la vostra Corona 

Benedizione

In molti luoghi, come chiese e scuole, è abitudine benedire le Corone d’Avvento. Informatevi nella vostra parrocchia e assistete alla cerimonia. Se non siete riusciti a farlo, ecco una piccola preghiera di benedizione che potrete recitare in famiglia. In genere la dirige il papà o la mamma:

“Signore Dio, benedici con il tuo potere la nostra Corona d’Avvento, perché una volta accesa risvegli in noi il desiderio di aspettare la venuta di Cristo praticando le opere buone, perché così, quando arriverà, possiamo essere ammessi nel Regno dei Cieli. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen”. 

La liturgia in famiglia

Cercate un posto centrale in casa in cui collocare la Corona. Può essere il tavolo del salotto o quello del soggiorno. Distribuite i compiti della liturgia in famiglia in anticipo:

Chi dirigerà la liturgia

Chi accenderà le candele

Chi si incaricherà dei canti

Chi si occuperà delle letture

Ogni domenica d’Avvento accenderete una candela. La prima e la seconda domenica accenderete candele viola. La terza domenica (nota come Domenica Gaudete o domenica della gioia) accenderete la candela rosa, perché nell’attesa si ricorda che la gioia del Natale è ormai vicina. La quarta domenica accenderete nuovamente una candela viola. Ci sono molte liturgie d’Avvento. In generale iniziano con una preghiera iniziale e il canto di un inno. 

Una domenica per invitare qualcuno

Accendere la Corona d’Avvento in famiglia è una bella abitudine. Un altro suggerimento è invitare qualcun altro ad accendere la Corona con voi. In questo modo potremo contagiarci tutti con lo spirito di attesa per l’arrivo di Nostro Signore.

“Con la parola adventus si intendeva sostanzialmente dire: Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli. Anche se non lo possiamo vedere e toccare come avviene con le realtà sensibili, Egli è qui e viene a visitarci in molteplici modi” (Papa Benedetto XVI).

Fonte: Aleteia.it

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