La messa nel II secolo

L'Eucarestia nella Chiesa primitiva

0 274

L’antica Celebrazione Eucaristica aveva una struttura molto simile alla nostra. Erano presenti già allora le letture, la preghiera dei salmi e la predica. A questa parte della messa partecipavano anche i catecumeni mentre la Liturgia Eucaristica era riservata ai battezzati. Qui di seguito un’interessante testimonianza dell’epoca ad opera di San Giustino:

“LXV. 1. Conduciamo chi crede e si unisce a noi, dopo averlo battezzato, da quelli che si chiamano i fratelli, dove ci si riunisce per recitare preghiere in comune per colui che è stato illuminato e per tutti coloro che si trovano in qualsiasi luogo.

2. Quando finiscono le preghiere ci salutiamo tra noi con un bacio.

3. Poi si portano pane e una coppa di acqua e vino a colui che presiede i fratelli, che dopo averli ricevuti eleva lode e gloria al Padre di tutto attraverso suo Figlio e lo Spirito Santo e recita una lunga azione di grazie per essere stati degni di queste cose attraverso di Lui; quando terminano queste preghiere e queste azioni di grazie, tutti i presenti esclamano ‘Amen’.

4. Quando colui che presiede ha reso grazie (eucharistesantos, un nome tecnico per l’Eucaristia) e tutto il popolo ha risposto, quelli che chiamiamo diaconi distribuiscono il pane, il vino e l’acqua attraverso cui si è realizzata l”azione di grazie’ (Eucaristia) perché vengano provati dai presenti, e li portano agli assenti.

Questo cibo è chiamato da noi Eucaristia (segue il noto passo sulla Presenza Reale).

LXVII. Il giorno che si chiama Domenica si fa una riunione di tutti coloro che vivono nelle città e nelle campagne e si leggono i commenti degli apostoli e gli scritti dei profeti per tutto il tempo in cui si può.

5. Poi, quando il lettore ha terminato, colui che presiede ci ammonisce con un discorso e ci esorta a imitare quelle cose gloriose.

6. Poi ci alziamo tutti e recitiamo delle preghiere, e come si è detto in precedenza alla fine della preghiera si portano pane, vino e acqua, colui che presiede eleva preghiere di azione di grazie per gli uomini, il popolo conclude dicendo ‘Amen’ e si dà a ciascuno una frazione di Eucaristia e si invia agli assenti mediante i diaconi.

A nessuno è lecito partecipare all’Eucaristia se non crede che siano vere le cose che insegniamo e non si è purificato in quel bagno che dà la remissione dei peccati e la rigenerazione, e non vive come Cristo ci ha insegnato.

Perché non prendiamo questi cibi come se fossero un pane comune o una bevanda ordinaria, ma come Cristo, nostro salvatore, si è fatto carne e sangue per la nostra salvezza, allo stesso modo abbiamo imparato che il cibo sul quale è stata recitata l’azione di grazie, che contiene le parole di Gesù e con cui si alimentano e si trasformano il nostro sangue e la nostra carne, è proprio la carne e il sangue di quello stesso Gesù che si è incarnato.

Gli apostoli, in effetti, nei loro trattati chiamati Vangeli ci raccontano che così è stato ordinato loro quando Gesù, prendendo il pane e rendendo grazie, ha detto: ‘Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo’. Poi, prendendo allo stesso modo tra le mani il calice, ha reso grazie e ha detto: ‘Questo è il mio sangue’, dandolo solo a loro.

Da allora continuiamo a ricordarci gli uni gli altri queste cose, e chi ha dei beni accorre in aiuto di chi non ne ha e rimaniamo tutti uniti. E ogni volta che presentiamo le nostre offerte lodiamo il Creatore di tutto attraverso suo Figlio Gesù Cristo e lo Spirito Santo”.

Fonte: San Giustino. Lettera all’imperatore Antonino Pio, anno 155.

Potrebbe interessarti anche... Altro dello stesso autore

Fai un commento

La tua email non sarà pubblicata.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani sempre aggiornato direttamente nella tua email!