La missione di Padre Pio (Parte 1)

Il Settimanale di Padre Pio

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La missione da Dio affidata a Padre Pio è stata, come l’ha definita lo stesso Santo, «grandissima» (Ep. III, p. 1009). Due in particolare sono le motivazioni che giustificano tale attributo. Innanzitutto, esso è da riferirsi a quella «clientela mondiale» che, come ha riconosciuto san Paolo VI, ha beneficiato dell’attività pastorale del Santo; in secondo luogo, esso ben qualifica «la parte più segreta e più alta» (1) della missione di padre Pio, ovvero «la riparazione» per i sacerdoti, per coloro che sono i più stretti collaboratori del Signore nel portare avanti l’opera salvifica. Padre Pio, in effetti, a padre Pellegrino (Funicelli) che gli chiese per quale missione fosse venuto al mondo, non esitò a rispondere: «Sono venuto per i sacerdoti» (2).

Dai sacerdoti, come è stato riconosciuto dagli ultimi quattro pontefici, il nostro Santo può essere considerato un «punto di riferimento, poiché in lui trovarono una particolare accoglienza e risonanza spirituale i due aspetti che caratterizzano il sacerdozio cattolico: la facoltà di consacrare il corpo e il sangue del Signore e quella di rimettere i peccati» (3). Egli, infatti, visse il suo sacerdozio nella profonda convinzione che «il Signore elegge il sacerdote per l’altare e il confessionale» (4). Un altro messaggio, però, padre Pio sembra trasmettere ai sacerdoti: l’importanza della devozione mariana non solo per la propria vita spirituale, ma anche e in modo specifico per il ministero da svolgere nella Chiesa. La Madonna, da lui invocata con l’espressione: «Mamma dolcissima dei sacerdoti, mediatrice di tutte le grazie» (5), è stata sempre presente nella sua vita e attività sacerdotale, come ha ricordato in modo particolare san Giovanni Paolo II nel giorno della beatificazione del Santo (6).

Scrivere sulla marianità di padre Pio è come toccare le fibre più intime del cuore trasverberato di questo Santo, «grande innamorato della Madonna» (7). È da sottolineare, però, come è stato fatto già nel primo convegno di studi su padre Pio celebrato a San Giovanni Rotondo nel 1972, che il suo «atteggiamento […] verso la Madonna non fu soltanto di ordine cultuale o devozionale, ma egli vide nella Madonna la via che lo portava a Cristo e la via più sicura per portare Cristo ai fratelli. Vedeva la Madonna nella luce del piano di salvezza voluto da Dio e in questa visione si sentiva intimamente unito a Gesù» (8).

Ora noi vogliamo soffermarci a considerare come padre Pio abbia vissuto e descritto il ruolo della Madonna nella sua attività ministeriale. Quanto padre Pio ha comunicato, come si può facilmente supporre, è una theologia cordis, espressa con un linguaggio per nulla nozionale e ancor meno scolastico, ma che, «tutto impregnato del dono della sapienza divina, […] porta in sé – come ci insegna san Bonaventura – quella “sursumactio” della conoscenza di carattere saporitivo ed esperienziale, ben superiore a quella soltanto razionale e speculativa» (9).

TRA I RICORDI DI P. PELLEGRINO FUNICELLI

La fonte principale che utilizzeremo sono i ricordi di padre Pellegrino Funicelli, raccolti e presentati, poi, dallo stesso padre in alcune meditazioni per il mese di maggio nell’anno 1976. Per l’attendibilità di queste meditazioni mariane è da indicare che padre Pellegrino, confratello e penitente del Santo, fu membro, per più di dieci anni, della comunità religiosa di San Giovanni Rotondo e per buona parte di questo tempo fu addetto alla persona di padre Pio, seguendolo e accompagnandolo in tutti gli spostamenti della giornata. Fin dal suo arrivo a San Giovanni Rotondo nel 1952, inoltre, soprattutto nei primi tempi, «stenografava tutto quanto apprendeva dal Padre» (10).

Riguardo al contenuto dei suoi ricordi sul ruolo che padre Pio attribuiva alla Madonna durante l’amministrazione del sacramento della Penitenza, bisogna sottolineare che padre Pellegrino non fu soggetto a facili entusiasmi o sterili sentimentalismi, bensì, come egli stesso confessò, fu polemico nei confronti di ciò che sull’argomento ascoltava «dalle labbra del Santo» (11). Anzi, proprio perché egli si ostinava «tanto a rifiutare la presenza effettiva della Vergine Santissima nel sacramento della Penitenza, padre Pio, quasi sempre dolce, divenne amaro» e «tagliente» (12), definendolo «deficiente» (13), poiché riteneva poco intelligente il cercare qualcos’altro mentre lui, come «prediletto della Madonna» (14), aveva la Madre celeste a suo completo servizio in questo sacramento. La polemicità di padre Pellegrino, però, ha spinto padre Pio a difendere la sua opinione e ha dato così a noi la possibilità di conoscere ulteriori dettagli ed esplicitazioni.

Le meditazioni mariane di padre Pellegrino, formulate per la predicazione del “mese di maggio”, sono state pubblicate integralmente da padre Marcellino IasenzaNiro nel suo libro dal titolo Padre Pio parla della Madonna.

Il padre IasenzaNiro, infatti, quando, consultando l’archivio dei Cappuccini della Provincia di Foggia, prese visione del materiale lasciato dal suo confratello, capì di avere tra le mani materiale di «grande valore scientifico» (15), molto utile sia per «ordinare e in parte anche illustrare il pensiero di padre Pio sulla “funzione di grazia” che la Madonna ha nel sacramento della penitenza, – definito da lui l’“opera della nostra redenzione”» –, sia per comprendere «l’aiuto che egli riceveva dalla Madre del Signore nel suo lavoro quotidiano al confessionale, considerato dal Santo il compimento della missione specifica, affidatagli dal Signore: quella di salvare le anime» (16).

Anche noi abbiamo compreso l’importanza di queste annotazioni di padre Pellegrino, ma le presenteremo e analizzeremo in modo differente da quanto fatto dal padre IasenzaNiro.
1.CONTINUA

NOTE

1) A. Negrisolo – N. Castello – S. M. Manelli, Padre Pio nella sua interiorità, Cinisello Balsamo 19982, p. 198.
2) Padre M. IasenzaNiro, “Il Padre”. San Pio da Pietrelcina, vol. I: La missione di salvare le anime. Testimonianze, Edizioni «Padre Pio da Pietrelcina», San Giovanni Rotondo 2004, p. 15.
3) San Giovanni Paolo II, Discorso, 23 maggio 1987.
4) C. Morcaldi, La mia vita vicino a padre Pio, Edizioni Dehoniane, Roma 20004, p. 65.
5) N. Castello – A. Negrisolo, Il beato padre Pio. Miracolo eucaristico, Cinisello Balsamo 2000, p. 98.
6) San Giovanni Paolo II, Regina Coeli, 2 maggio 1999, n. 1.
7) Si può qui ricordare che il primo libro scritto l’anno successivo alla morte di padre Pio ha il titolo L’Innamorato della Madonna, di G. Curci (Napoli 1969).
8) Bernardino da Siena, Padre Pio – La Chiesa – La Madonna, in G. Di Flumeri (a cura di), Atti del 1° Convegno di studio sulla spiritualità di padre Pio (San Giovanni Rotondo 1-6 maggio 1972), p. 147.
9) N. Castello – S. M. Manelli, La «dolce Signora» di padre Pio, Cinisello Balsamo 1999, p. 124.10) Padre M. IasenzaNiro, Padre Pio parla della Madonna, San Giovanni Rotondo 2008, p. 22.
11) Ivi, p. 223.
12) Ivi, p. 89.
13) Ivi, p. 90.
14) Ibidem.
15) Ivi, p. 13.
16) Ivi, p. 15.

di Suor M. Immacolata Savanelli, FI

Servizio Liturgico “Francesco Buenza”

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