L’annuncio del regno

Il terzo mistero della luce

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Tutti siamo chiamati da Dio a salvare le anime e a propagare la sua gloria mediante l’alto apostolato della predicazione. L’anima può propagare la gloria di Dio e lavorare per la salvezza delle anime mediante una vita veramente cristiana, pregando incessantemente il Signore che venga il suo Regno”, che il suo santissimo nome sia santificato che “non c’induca in tentazione”, che “ci liberi dal male” (Padre Pio Epistolario II, 11-IV 1914 a Raffaelina Cerase, pag. 70)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo». (Mc 1,14-15)

Con la predicazione «Gesù annuncia l’avvento del Regno di Dio e invita alla conversione (cfr Mc1, 15),rimettendo i peccati di chi si accosta a Lui con umile fiducia. inizio del ministero di misericordia che Egli continuerà ad esercitare fino alla fine del mondo attraverso il sacramento della Riconciliazione affidato alla sua Chiesa» (Rosarium Virginis Mariae, n. 21)

Gesù esce da Nazareth per predicare il Regno di Dio: «Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1, 14-15). Il tempo che viviamo è l’unico che il Signore ci concede per accogliere il suo invito e cambiare vita per diventare perfetti come il Padre (Mt 5, 48) Chi perde l’appuntamento con Dio non trova neanche se stesso, va alla deriva e si perde. L’invito che Gesù ci rivolge è di pensare alle cose che veramente contano (Mt 16, 26) di realizzare il mondo dello spirito. Si è felici quando si possiede Dio in sé e si è padroni di Se.

Il regno di Dio è liberazione dal possesso diabolico, dalla morte e dalla malattia. Chi l’accoglie porta la pace, lotta per la giustizia, e rivolge l’attenzione oltre il presente delle cose per costruire l’edificio spirituale (Gd 20) Aderire al Regno è dare la buona notizia che la vita ha un senso nuovo, è credere nell’amore di Dio, è liberazione da ogni prigionia (Lc 4, 18), è guardare oltre le cose, è aderire all’invito di emancipare dalla paura e dal la legge. Non si vive delle occasioni che si verificano sotto i nostri occhi, ma del progetto di possedere Dio per sempre nel cuore.

La Parola di Dio s’è incarnata nella storia perché questa sia anelito a una nuova vita. Non si vive del mondo pur essendo nel mondo, ma di Dio presente nelle cose perché il peccato sia vinto e l’uomo condivida la povertà di spirito e sia mite, giusto, entusiasta dell’amicizia di Dio. La nostra liberazione non può essere un pretesto per vivere secondo la carne ma per diventare servizio per gli altri  are a tutti la Parola per diventare noi stessi parola spirituale capace di trasformare il mondo. Riproporre agli uomini il Regno Dio è mettere il punto fermo della sua signoria nella storia. 

Si cerca con affanno il consenso degli altri e si trova grande difficoltà a vivere la propria dignità e a scoprire le proprie potenzialità. Gesù ci rivolge l’invito a non sciupare l’amore rivolgendolo verso cose di poca importanza, e a non scambiare la giustizia con la vendetta. Il cristiano sperimenta la povertà che è via alla gioia e alla fiducia. Donare è meglio che ricevere; soffrire è partecipare;con il poco si vive meglio se il tutto è condito dall’amore. Chi vive di fede cambia il mondo perché met te Dio come lievito. La parola di Dio dà un senso nuovo anche a ciò che sembra banale.

Fonte:” Il Santo Rosario – Il credo fatto preghiera” di Don Giovanni Ercolino

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