Madonna di Fatima. Francesco: messaggio di misericordia e tenerezza

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Oggi la Chiesa celebra la memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima. Papa Francesco lo ha ricordato all’udienza generale invitando tutti i fedeli “a moltiplicare i gesti quotidiani di venerazione e imitazione della Madre di Dio”. “Affidatele tutto ciò che siete – ha detto il Papa – tutto ciò che avete, e così riuscirete ad essere uno strumento della misericordia e della tenerezza di Dio per i vostri familiari, i vostri vicini e amici”. In particolare poi ai giovani ha raccomandato “la recita quotidiana del Rosario”, agli ammalati di “sentite Maria presente nell’ora della croce” e agli sposi novelli di pregarla perché non manchi mai nella loro casa “l’amore e il rispetto reciproco”.

Oggi si ricorda anche l’attentato a Papa Wojtyla in Piazza San Pietro avvenuto il 13 maggio di 34 anni fa. E il messaggio di Fatima, tra carisma e profezia, è stato al centro del forum di mariologia che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma per iniziativa della Pontificia Accademia Mariana Internazionale in vista del centenario delle apparizioni avvenute nel 1917. Alessandro Filippelli ha intervistato mons. Augusto dos Santos Marto, vescovo di Leiria-Fatima:

R. – Quando Papa Benedetto è venuto a visitare Fatima nel 2010 ci ha detto: “Faccio voto che questi sette anni che restano ancora per celebrare il centenario siano di aiuto al trionfo del cuore immacolato di Maria, al trionfo dell’amore”. Allora, noi abbiamo fatto un programma di sette anni per far conoscere tutto il messaggio di Fatima. Il primo anno è stato un invito a riconoscere Dio come Dio nell’atteggiamento dell’adorazione e poi, dato che erano sei le apparizioni della Madonna ai pastorelli, abbiamo individuato il tema di ognuna delle apparizioni per ogni anno e così stiamo presentando tutto il messaggio.

D. – Quale attività hanno le apparizioni di Fatima e il messaggio che la Vergine diede ai tre pastorelli?

R. – Il messaggio di Fatima è un  messaggio di misericordia, di speranza, di conforto, per la Chiesa perseguitata, in quel tempo, nel XX secolo dai regimi comunisti, atei. E’ anche un messaggio di speranza per l’umanità minacciata dalle due grandi guerre mondiali. E’ questo un messaggio per l’oggi, nella storia che stiamo vivendo, sia a livello mondiale – dove ci sono fuochi di guerre, di conflitti fra i popoli – sia anche per la Chiesa che vive la persecuzione, ma anche per l’Occidente dove non c’è questa persecuzione ma c’è l’atteggiamento dell’indifferenza verso Dio. Allora, per essere cristiano oggi bisogna essere un cristiano coraggioso, cioè martire, non soltanto nel senso del sangue versato, ma martire nel senso della testimonianza coraggiosa.

D. – Queste apparizioni, riconosciute autentiche, sono un patrimonio di tutta la Chiesa: che significato hanno per il mondo e nell’appello alla conversione interiore?

R. – Il mondo oggi vive attraverso la cultura dominante, si è dimenticato di Dio. C’è indifferenza e la dimenticanza di Dio contagia anche i cristiani che li porta a vivere come se Dio non ci fosse. Poi anche c’è il neopaganesimo che è la sostituzione a Dio degli idoli che occupano il cuore, che è il luogo proprio di Dio.

D. – Quale atteggiamento ha riscontrato verso Fatima in san Giovanni Paolo II, in Benedetto XVI e oggi in Papa Francesco che ha espresso il desiderio di visitare Fatima e il Portogallo nel 2017?

R. – Giovanni Paolo II è stato il Papa di Fatima, è stato quello che attraverso le circostanze,  forse provvidenziali della storia – è stato colpito con quell’attentato del 1981 – ha riscoperto e ha fatto riscoprire anche agli altri il vero messaggio di Fatima. Poi è andato altre volte a Fatima e questo ha messo Fatima nel cuore della Chiesa. Poi Benedetto XVI, che ha detto: “Sbagliano quelli che pensano che il messaggio di Fatima sia già esaurito, è ancora una vera profezia per il cammino del pellegrinaggio della Chiesa nel mondo”. Poi Papa Francesco: sono stato ricevuto da lui 15 giorni fa e mi ha detto subito: “Sì, io voglio andare a Fatima per il centenario”. E abbiamo parlato sull’aspetto della misericordia nel messaggio di Fatima e dell’Anno santo straordinario della misericordia che il Papa ha indetto per quest’anno.

Sull’attualità e l’importanza delle parole affidate da Maria ai pastorelli di Fatima, Alberto Goroni ha sentito il cardinale portoghese Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi:

R. – Certamente le apparizioni di Fatima sono un grande avvenimento, non solo per la Chiesa portoghese, ma per la Chiesa universale. La Madonna infatti, ai tre pastorelli, ha ricordato i principi fondamentali del Vangelo. Innanzitutto, la fede in Dio, in un Dio concreto, in un Dio uno e trino. La Santissima Trinità ha un ruolo importante nelle apparizioni di Fatima, tanto che prima che la Madonna  apparisse ai tre pastorelli, ci sono le apparizioni dell’Angelo che ha parlato alla Santissima Trinità. Poi, naturalmente, si dice che Fatima sia l’altare del mondo; ma io aggiungerei che è anche la cattedra del mondo, perché la Madonna è venuta ad insegnare molte cose alla Chiesa. La Madonna non ci ha detto niente di originale: ci ha ricordato alcuni principi, quelli fondamentali del Vangelo, che gli uomini purtroppo, soprattutto del nostro tempo, dimenticano troppo facilmente; vivono come se tali principi non esistessero. Perciò Fatima è importantissima da un punto di vista pastorale, ma anche da un punto di vista dottrinale.

 

(Da Radio Vaticana)

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