Mons. Michele Castoro, Il pastore saggio e mite di cuore

Il nostro Arcivescovo è tornato alla casa del Padre dopo una vita dedicata alla nostra comunitá

Nel luogo che ha servito per tanti anni, circondato dalla comunità che lo amava, è salito al cielo pronunciando un semplice “grazie”. Così è avvenuta la nascita al cielo di Sua Ecc. Rev.ma Mons. Michele Castoro, Arcivescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo dal 2009.

San Giovanni Rotondo, 4 maggio 2017, ore 21.30. La comunità del paese garganico si è riunita come ogni sera per pregare il Santo Rosario in occasione nel mese mariano. Ma l’atmosfera, nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, è triste. La notizia delle condizioni aggravate dell’Arcivescovo è ben nota e tutti i cittadini, insieme ad alcuni frati, pregano incessantemente. Idealmente, stanno partecipando al dolore del proprio pastore. Il rosario finisce e alcuni giovani decidono di sostare ancora in preghiera. Il comunicato della diocesi arriva la mattina seguente. Mons. Michele Castoro è salito al cielo all’età di 66 anni nel giorno in cui “Casa Sollievo della Sofferenza” compie il suo 62esimo compleanno.

Il suo ultimo discorso davanti a Francesco

Una delle ultime uscite pubbliche dell’Arcivescovo è stato in occasione della visita di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo. I medici di Casa Sollievo della Sofferenza, presenti tra le prime file del sagrato ove si svolge la messa, erano stupiti. Mons. Castoro era in forma come nei giorni migliori nonostante la malattia che lo logorava ormai da mesi. Sembrava quasi ringiovanito. Al termine della celebrazione Sua Eccelenza si è alzato e ha pronunciato un discorso al Santo Padre. Non è stato un discorso di ringraziamento solo per la visita ricevuta ma per tutta la fiducia che la Santa Chiesa Cattolica ha riposto in lui e nel suo ministero. Dalla sua nomina a Vescovo di Oria fino al suo arrivo nella diocesi garganica. Qui ha preso sulle sue spalle uno degli ospedali più importanti del paese, ha reso possibile l’ostensione permanente del corpo di San Pio. Anche grazie a lui, tutti i pellegrini possono pregare davanti alle sue spoglie.

“Lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la sua parola” 

Papa Francesco, durante la messa in sagrato, aveva continuamente il volto chino in preghiera a contemplare il mistero eucaristico che San Pio tanto amava. Durante il discorso dell’Arcivescovo, alza il capo e sorride. Mons. Castoro ricambia sorridendo a sua volta. Non sapremo mai se, in quel momento, il vescovo abbia pensato “Ora tutto è compiuto” come Gesù al termine della lunga sofferenza della croce. Tuttavia, penso che i pensieri del pastore di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo siano stati molto simili a quelle di Simeone nel vangelo di Luca:

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli.

Il rapporto con i giovani

Il ministero di Mons. Castoro è stato caratterizzato dall’attenzione verso i giovani. Dai bambini agli adolescenti, dai seminaristi ai giovani fidanzati. Tante persone si sono riavvicinate alla Chiesa grazie alle sue iniziative. E’ stato un vescovo che, con la mitezza, è riuscito a guidare il suo popolo e a instruirlo con le sue lettere pastorali. E’ stato amato da tutta la comunità semplicemente per la sua disponibilità a dialogare con chiunque aveva davanti. Tante volte, noi del Servizio Liturgico, abbiamo avuto l’onore di servire le sue celebrazioni nel santuario di San Pio. E non ha mai smesso di ringraziarci per questo.

Ciao Don Michele…

Sei stato per noi giovani una guida. Voglio semplicemente ringraziarti per tutti questi tuoi anni di magistero nella nostra diocesi .Hai portato una croce pesante e hai continuato ad essere il buon pastore a cui vogliamo bene. Abbiamo tutti pregato per te durante il tuo calvario e siamo sicuri che ora, insieme agli angeli, ai santi e ai beati tu pregherai per noi così come hai sempre fatto. Ciao Don Michele!

Alessio Crisetti

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