O Rex gentium…

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O Re delle Genti,da esse desiderato,e pietra angolare,che riunisci tutti nell’unità: vieni, e salva l’uomo, che hai plasmato dal fango. (O Rex Gentium,et desideratus earum,lapisque angularis,qui facis utraque unum: veni, et salva hominem, quem de limo formasti).

“O Rex gentium…” Per giustificare il titolo che questa antifona dà a Cristo bisogna coniugare le parole di Gesù a Pilato: “Tu lo dici: io sono re” (Gv 18,37) con quelle profetiche di Aggeo: “Veniet desideratus cunctis gentibus” (Ag 2,8, nell’antica Volgata). Mettendo insieme le due affermazioni possiamo trovare il concetto di Cristo re di tutte le genti. In seguito, l’antifona si serve i un’altra immagine, quella di “pietra angolare”. E continuando la lettura del testo dell’antifona, troviamo una citazione della lettera agli Efesini: “Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola” (Ef 2,14). Cristo, non solo è re delle genti, ma è anche la pietra angolare che darà unità ai popoli: “Dice il Signore Dio: ‘Ecco, io pongo una pietra in Sion, una pietra scelta, angolare, preziosa, saldamente fondata: chi crede non si turberà” (Is 28,16). Questa citazione l’adopera san Pietro per parlare di Cristo come pietra viva del tempio spirituale (cf 1Pt 2,4-6).

La supplica prende un altro indirizzo. L’orante, contemplando colui che tutti i popoli riconoscono come re, è consapevole della sua pochezza personale e ardisce pregare per se stesso, per la sua salvezza.

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