Oggi cinema: La ex Jugoslavia in sala

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Sei film per capire l’ex Jugoslavia, i suoi conflitti passati e il suo presente difficile. E’ la rassegna cinematografica “Vent’anni fa, la guerra dei Balcani”, organizzata a Bergamo e dintorni (le proiezioni si suddividono tra l’Auditorium di Piazza Libertà di Bergamo, l’Auditorium Comunale di Albino e l’Auditorium Modernissimo di Nembro), tutti i giovedì dal 13 febbraio al 27 marzo 2014. La rassegna è un progetto del cineforum Lab80 in collaborazione con Bergamo e Balcani, Comune di Albino, Amici della Biblioteca – Nembro e Comune di Nembro, che intende ricordare attraverso il cinema le guerre degli anni novanta in Jugoslavia, di cui ricorre il ventennale.

Tre film degli anni ’90 stessi, e tre film invece più recenti. Si inizia con Prima della pioggia, del regista macedone Milcho Manchevski, Leone d’oro a Venezia 1994: un film in tre episodi, legati da un paradosso temporale e dal tema della pioggia, premonitrice di quel conflitto che nel ’94 in Macedonia non era ancora arrivato (la guerra civile venne evitata all’ultimo momento da un’azione diplomatica preventiva che portò agli accordi di Ocrida del 2001). Degli stessi anni è Underground (1995), del regista serbo-bosniaco Emir Kusturica, Palma d’oro a Cannes. forse il suo film più riuscito nei toni insieme onirici e disperati, prima del manierismo di Gatto Bianco, Gatto Nero e della sua conversione all’ortodossia del nazionalismo serbo. InfineIl Carniere (1997), raro film italiano con Massimo Ghini e Leo Gullotta in un ruolo drammatico, che ben racconta l’incomprensibilità e il caos del conflitto agli occhi di chi con la guerra non ha mai avuto a che fare.

Della triade di film dell’ultimo decennio fanno invece parte No Man’s Land (2001), del bosniaco Denis Tanovic, premio oscar Oscar 2002 per il miglior film straniero: commedia amara su due antieroi, un soldato serbo ed uno bosniaco, costretti a collaborare nella terra di nessuno tra le due linee del fuoco. QuindiCinema Komunisto, documentario del 2010 del regista serbo Mila Turajlic, che ripercorre la storia della cinematografia jugoslava e degli studi Avala tanto cari a Tito (il dittatore aveva una passione per i film, di cui si faceva proiettare un esemplare diverso ogni sera) e, in controluce, la storia della Jugoslavia socialista stessa, secondo lo slogan “c’era una volta un paese…” Infine, il film più recente è il dramma Krivina (2012), del bosniaco-canadese Igor Drljaca, storia incentrata sulla difficile integrazione dei rifugiati bosniaci nel mondo, e sui loro legami irrisolti con la terra natale.

fonte: eastjournal.net

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