Oggi Mondo: Cometa a Natale?

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Il prossimo Natale la cometa non ci accompagnerà soltanto nella fantasia ma la vedremo luminosa in cielo portandoci addirittura nel nuovo anno verso l’Epifania. Questa è almeno l’aspettativa e la promessa degli astronomi per Ison, l’astro con la coda che, inseguito in cielo da mesi, ha offerto finora molti indizi per essere già battezzato la cometa del secolo. Ma le incognite volano nell’aria e con questi affascinanti corpi celesti visti come premonitori di guerre e grandi eventi oltre che di paure, non si può mai sapere come si comportino quando arrivano nel nostro cielo. Perché la loro natura di polveri e ghiaccio è per certi aspetti effimera e lo sfiorare il Sole potrebbe diventare pericoloso. Così si guarda a Ison (International Scientific Optical Network) con la speranza di un magnifico spettacolo celeste ma anche con l’apprensione di assistere all’annientamento di un sogno.

Ison veniva scoperta soltanto il 21 settembre dell’anno scorso dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok impegnati nella caccia agli asteroidi in pericoloso avvicinamento alla Terra. Indicata prima come «C/2012 S1» poi era battezzata col nome della rete di telescopi in allerta cosmica. La sorpresa è stata subito grande. Primo perché questa è la prima volta che esce dalla sua culla d’origine, la Nube di Oort che circonda il sistema solare avvicinandosi al Sole dopo quattro miliardi e mezzo dalla sua nascita; poi perché lanciava segni che facevano subito immaginare un evento da ricordare. E più i mesi passavano l’ipotesi si consolidava azzardando effetti straordinari per una sua luminosità addirittura 15 volte più intensa della Luna.

Molti hanno nella memoria la cometa Hale-Bopp che nel 1995 segnava il cielo della sera con la sua visibilissima e lunga coda. Oppure Ikeya-Seki, rimasta famosa come la «Grande Cometa del 1965» e giudicata la più luminosa degli ultimi duemila anni tanto da vedersi anche di giorno. Ison batterà tutti i record? Lo vedremo nei prossimi giorni mentre si avvicina al Sole che sorvolerà il 28 novembre. Fino ad allora è visibile solo nelle prime ore dell’alba soprattutto con un binocolo, poi invece solcherà le ore della sera e quindi volerà più facilmente nei nostri occhi pienamente visibile.

Ma rimane un filo d’incertezza tanto da spingere Matthew Knight del Lowell Observatory in Arizona (Usa) a delineare tre possibilità. La prima è che segua il destino della cometa Lovejoy che girando intorno al Sole nell’autunno 2011 subì un’espansione tale da esplodere appena superata la fase più critica. Il suo nucleo era stimato intorno ai due chilometri appena e questo la rese vulnerabile. Purtroppo anche Ison ha una taglia analoga.

Il secondo scenario potrebbe essere normale come quello della cometa Encke, che si è avvicinata il 21 novembre scorso compiendo una settantina di visite nel nostro circondario da quando veniva scoperta alla fine del Settecento. La terza prospettiva, la più ottimistica, è che cerchi di eguagliare se non superare Ikeya-Seki.

Ma dato il suo nucleo di ridotte dimensioni, il fatto che si avvicina molto all’astro (circa 1,2 milioni di chilometri) riscaldandola sino a duemila gradi centigradi, i timori restano. E già due settimane fa si è temuto il peggio. All’improvviso, infatti, il suo bagliore aumentò in modo consistente interpretandolo come l’inizio della fine. Poi continuò la sua corsa trascinandosi una coda di due milioni di chilometri mentre gli astronomi spiegavano che una voragine poteva essersi aperta nella sua superficie alimentando l’uscita di polveri e vapori. L’evento ha accresciuto ancor di più l’attesa tanto da mobilitare grandi osservatori internazionali compreso il telescopio volante Sofia della Nasa ma anche la rete degli osservatori italiani dell’Istituto nazionale di astrofisica e degli appassionati dell’Unione astrofili italiani. Le comete sono i relitti della formazione del sistema solare e studiarle significa scoprire le origini. Ancor di più è interessante Ison che, essendo al suo primo viaggio intorno al Sole. è un testimone ancora più vero, mai alterato, dall’azione del grande astro. Se manterrà le promesse.

fonte: corriere.it

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