Oggi musica: ritorna “The Voice”

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Eccoci tornati finalmente con “The Voice of Italy”, nella prima puntata della seconda edizione (in onda il 12 marzo 2014) in onda su Raidue. Ormai lo conosciamo bene: è il nuovo talent dove a contare non è il vestito o il volto, ma la voce.
Il Canale Cultura di Panorama.it ha deciso di dedicare uno spazio alle esibizioni di quelli che potrebbero essere i potenziali concorrenti in queste audizioni al buio, con una pagella e l’analisi musicale dedicata.
Federica Buda canta “Quando una stella muore” di Giorgia (2013, dall’album “Senza Paura”) – Cantare Giorgia ad un provino è scontato come il colore del cavallo bianco di Napoleone. Eppure in quella sua voce senza un timbro interessante, senza un’emissione della voce molto potente, nella medietà, portava i brividi a fior di pelle. Siamo curiosi di scoprire il suo mistero. E vedere se è arrosto e non solo fumo negli occhi.
FEDERICA BUDA – VOTO: 7 E MEZZO – Ha scelto Raffaella Carrà
Gianna Chillà canta “Kozmic Blues” di Janis Joplin (1969, dall’album “I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama!”) – Cantare su un brano così importante per la storia della musica, così bello, così intenso, così grande è un tentativo di suicidio deliberato. A meno che non hai una voce pazzesca, un temperamento speciale e un background musicale e culturale che ne riporti la natura. Lei, queste cose, le ha.
GIANNA CHILLÀ – VOTO: 9- – Ha scelto Noemi
Tatiana Tarsia canta “Non ti scordar mai di me” di Giusy Ferreri (2008, dall’album “Gaetana”) – L’errore è stata la scelta del brano, troppo connotato dalla vocalità originale, difficilissimo da fare proprio se non si ha la capacità di stravolgere, rimontare, dare ingredienti nuovi. Le caratteristiche vocali erano buone, peccato non aver provato territori di maggior gusto. Lo stesso che ha impiegato per quello stile così pensato. Ma a differenza di quanto abbiamo letto sul web in queste ore, non sembra proprio essere una cialtrona.
TATIANA TARSIA – VOTO 6 – Eliminata
Giacomo Voli canta “Rock and Roll” dei Led Zeppelin (1971, dall’album “Led Zeppelin IV”) – È come quando ascolti un perfetto brano di musica classica suonato da un’orchestra classica che ha studiato per 10 anni la Sinfonia Nona di Beethoven. Ha fatto così tanto piacere sentirlo a suo agio su un territorio mai usurato dai talent show che non si poteva non apprezzare. Va dato atto che non c’è nulla in questo ragazzo che non ci convinca pienamente. È rock. Ma non è una gara per cover band, saprà spaziare?
GIACOMO VOLI – VOTO: 7/8 – Ha scelto Piero Pelù
Luna Palumbo canta “Albachiara” di Vasco Rossi (1979, dall’album “Non siamo mica gli americani”) – Spostarsi sui brani essenziali, quelli da musichiere con una chitarra in braccio, si è rivelata una scelta vincente. Di certo non è una voce originale, di certo non ha espresso le sue potenzialità complessive, ma ha dato vita a qualcosa di intenso, ha rivelato un’anima speciale. Dovrà crescere (molto) nelle prossime esibizioni, o soccomberà presto.
LUNA PALUMBO – VOTO: 6/7 – Ha scelto J-Ax
Stefano e Angelo Villani cantano “My Father’s Eyes” di Eric Clapton (1998 dall’album “Pilgrim”) – Improbabile la scelta di partecipare in due ad un programma che deve eleggere una voce, improbabile questo duetto senza capo né coda. Per assurdo era più interessante il padre del figlio e questo dice molto su questo momento di The Voice. Complessivamente, è stata forse la più brutta selezione di questa puntata.
STEFANO E ANGELO VILLANI – VOTO: 4 – Eliminato
Tommaso Pini canta “Summertime Sadness” di Lana Del Rey (2012, dall’album “Born To Die) – Spingeva la voce un po’ come Asaf Avidan, ma non con la stessa professionalità e arte. La sua voce ha qualcosa che, se mantenuto in altri brani, potrebbe deluderci. Ogni suo prossimo passo, potrebbe essere l’ultimo, quello nel burrone. Per ora bravo. Scarissimo controllo, ma buone intenzioni.
TOMMASO PINI – VOTO: 7 – Ha scelto Raffaella Carrà
Francesco Rosanò canta “Purple Rain” di Prince (1984, album omonimo) – In un altro talent show le chiamerebbero “svisone”. Ha esagerato in tutto, non rispettando tra l’altro l’orginale che ha un mood molto più intimista e dove non c’è troppo spazio per lo sfoggio tecnico, un modo di cantare vanitoso, sgradevole e di scarso appeal se non ben contestualizzato. In una singola esecuzione, è quasi insopportabile.
FRANCESCO ROSANÒ – VOTO: 5 – Eliminato
Simona Farris canta “Per dire di no” di Alexia (2003, dall’album “Il cuore a modo mio”) – La sua immaturità si scontra (bene) con un brano che viene da una cantante tecnicamente perfetta. La forza e la debolezza hanno dato nel loro mix l’emotività di un brano poco valorizzato nella sua bellezza, pur avendo vinto Sanremo proprio in quell’anno. La ragazza sembra abbia paura della sua ombra, ma è interessante. Potrebbe funzionare, diamole fiducia.
SIMONA FARRIS – VOTO: 7 E MEZZO – Ha scelto Noemi
Ivan Granatino canta “Vengo dalla luna” di Caparezza (2003, dall’album “Verità Supposte”) – Grande energia, grande scelta del brano. È evidente che non è un rapper puro, che non ha grandi capacità in tal senso. Sembra gli manchi la tecnica, l’inventiva, così come l’improvvisazione del freestyle dove ha rovinato tutto quello che ha fatto prima nell’esibizione.
IVAN GRANATINO – VOTO: 5/6 – Ha scelto J-Ax
Andrea Veschini canta e suona “Virtual Insanity” di Jamiroquai (1996, dall’album “Travelling Without Moving”) – Le esperienza, la professionalità che diventano valore e non un blocco che non ha più niente da offrire al pubblico. Male la pronuncia inglese, unico neo in una performance coinvolgente. Sarà bello vederlo alle Battle senza pianoforte e capire se ha anche delle caratteriste da performer senza strumenti.
ANDREA VESCHINI – VOTO: 8 – Ha scelto Noemi
Luiza Costantin canta “Someone Like You” di Adele (2011, dall’album “21”) – Scelta coraggiosa, ma che avrebbe potuto portare ottimi risultati. In questa esibizione non c’è una cantante, ma una ragazza che sibila parole a caso imitando il suono dell’originale. Pessima, sotto ogni aspetto. Un vero disastro. È stato come vedere un video su Youtube alla minima qualità, mancava di ogni forma di definizione.
LUIZA COSTANTIN – VOTO: 5 E MEZZO – Eliminata
Giusy Scarpato canta “Don’t Worry ‘Bout a Thing” di Stevie Wonder (1974, dall’album “Innervision”) – È un bellissimo esempio di come una ragazza “formosa” possa risultare sensuale e sinuosa modellando la sua voce in qualcosa di piacevole da ascoltare. Chissà se fuori da un evidente “cavallo di battaglia” potrà avere quello stesso sole nella gola.
GIUSY SCARPATO – VOTO: 6/7 – Ha scelto J-Ax
Antonella Anastasi canta “Run To You” di Whitney Houston (1993, dalla colonna sonora di “The Bodyguard”) – Delicata, interessante, ha scelto la canzone peggiore per presentarsi in quel programma dove l’originalità e anche un certo senso artistico, una visione di se stessi, è fondamentale. Qui c’è tutto da costruire e pochi elementi da coltivare. Chissà cosa potrà dare a questo The Voice.
ANTONELLA ANASTASI – VOTO: 6+ – Ha scelto Noemi
Simone di Benedetto canta “Rosso” (1984, dall’album Bolero) – Se questo è The Voice, questa è una voce interessante. Purtroppo però poi abbiamo scoperto la verità. Un cantante macchiettistico, molto caricaturale, poco centrato. Troppa personalità, con un atteggiamento da fan della Carrà urticante. Questo mix extra musicale lo indebolisce e lo rende un anello debole, un personaggio da tenere finché serve. Ascoltato è ottimo, visto…inclassificabile.
SIMONE DI BENEDETTO – VOTO: 6 – Ha scelto Raffaella Carrà
Paola Bivona canta “Redempion Song” di Bob Marley (1980, dall’album “Uprising”) – Davvero interessante, una voce di un’intensità notevole. Il suo mondo artistico è fiabesco. Ha un modo umile di porre la sua voce ma non per questo insicuro. Ha delle potenzialità incredibili. Ci auguriamo che il suo percorso possa continuare con scelte di egual gusto.
PAOLA BIVONA – VOTO: 9 – Ha scelto Piero Pelù
Cristian De Leo canta “La notte” dei Modà (2010, dall’album “Viva i romantici”) – In un programma di imitazioni sarebbe stato perfetto. Stesso modo di emettere la voce, timbro simile, stessa energia. Una fotocopia abbruttita da un personaggio molto costruito, molto autoreferenziale. Sembrava cantasse per se stesso e non per il pubblico. Peccato perché qualcosa di buono in lui c’è. Ma non si vede.
CRISTIAN DE LEO – VOTO: 5/6 – Eliminato
Daria Biancardi canta “I have nothing” di Whitney Houston (1993, dalla colonna sonora di “The Bodyguard”) – Grande voce indiscutibile. Professionalità, emozione, intensità. Una voce vera, concreta, perfetta sotto ogni aspetto. La persona e la scelta del brano fanno riflettere un po’ su quello che potrebbe essere il suo futuro discografico. Ottima performer, per il resto lasciamo un velo di ragionevole dubbio.
DARIA BIANCARDI – VOTO: 8/9 – Ha scelto Piero Pelù

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