Oggi Sport: Howe, super recupero, può farcela per Londra

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Il lunghista di punta della nazionale ha meravigliato i medici alla visita effettuata sei mesi dopo la rottura del tendine d’Achille che metteva in dubbio anche il suo futuro. Il chirurgo: “Eccezionale”. Alle Olimpiadi dovrebbe esserci.
ROMA – La paura era stata tanta. Perdere uno come Andrew Howe in vista delle Olimpiadi di Londra per l’atletica e lo sport italiano era una botta tremenda. Pensavamo addirittura compromesso il suo ritorno sulle piste, perché la rottura del tendine d’Achille (non l’ultimo degli infortuni…) era stata netta e forte. Invece Andrew Howe pare essere sulla via del recupero pieno, e i Giochi di Londra non sono più così lontani. 
SUPERATI I TEST – Il lunghista e velocista azzurro, fermo dallo scorso luglio per la rottura del tendine di Achille, ha superato bene i test biomeccanici a cui è stato sottoposto ad Arezzo, nella sede della Nicolàs Foundation e dell’Istituto ortopedico traumatologico italiano: soddisfatto infatti per la ripresa dell’atleta il chirurgo, il prof. Giuliano Cerulli, che ha visitato Howe e che l’ha operato l’estate scorsa dopo il grave infortunio che come detto ne aveva addirittura messo a rischio la carriera.
TRANQUILLI: “MA COME HA FATTO?” – Sotto lo sguardo sempre presente di mamma Renee Felton e del professor Carlo Tranquilli, del team clinico dell’Acqua Acetosa, Howe si è mostrato molto sorridente: ha detto di aver scoperto la passione per la bicicletta e che in questi mesi le persone che gli sono state più vicine sono i medici, “sicuramente mia madre e la mia fidanzata”. “La tempra dell’atleta e il carattere dell’uomo hanno pesato tantissimo per arrivare a livelli così elevati di recupero – spiega Tranquilli – la determinazione di questo ragazzo è veramente fuori dalla norma”.
IL CHIRURGO: “ECCEZIONALE, PER LA GRAVITA’ DEL CRAC” – Sorpreso anche il chirurgo che lo ha operato nemmeno sei mesi fa: “Veramente eccezionale – dice Cerulli – per il tempo trascorso, considerando la dimensione della rottura. Bisogna complimentarsi con lui”.

Fonte: La Repubblica

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