Oggi sport: Juventus vs Inter, l’opinione di Mario Sconcerti

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Cercando la verità di Juve-Inter, la prima cosa da dire è che non è più il derby d’Italia, non almeno nel senso che gli dette Gianni Brera quando inventò il termine. Per Brera il derby d’Italia era la partita tra le due squadre che avevano vinto più scudetti. Così come una “classica” era la partita tra squadre che avevano vinto almeno uno scudetto. Oggi l’Inter ha gli stessi scudetti del Milan, quindi alla lettera, i derby d’Italia per il momento sono due. E’ interessante però vedere come Milan e Juventus abbiano spesso negli ultimi venti anni collaborato insieme a livello commerciale, siano stati grandi avversari ma non crudelmente nemici. Mentre l’Inter è stata autorizzata dai tempi a diventare l’avversario totale della Juve.
Come siamo arrivati a questo? Non credo ci siano molti precedenti. E’ ormai piccola storia quella protesta dell’Inter che portò a giocare la squadra Primavera a Torino in un lontanissimo campionato in cui esordì Sandro Mazzola. E abbastanza lontano comincia a essere anche il fallo su Ronaldo, che comunque era una discussione su un rigore dato-non-dato.
In genere i tifosi non hanno memoria così lunga. E’ come se tra la gente, le generazioni del calcio passassero in un atttimo, è troppa la cronaca, troppe le partite e gli uomini, per mantenere i ricordi. Tutto così è riassumibile in Calciopoli, negli scudetti tolti alla Juve e in quello aggiunto all’Inter. Direi di più: alla grande sensazione che per molti anni l’Inter sia stata continuamente stoppata, quasi defraudata, dall’arte della gestione del calcio usata dalla Juve.
Le cose che accadono e soprattutto si ripetono hanno sempre un senso, ma per fortuna non tocca a me darglielo. In sostanza non discuterò se la Juve avesse tale forza e organizzazione da riuscire ad alterare i risultati. Era certamente la società più forte e meglio organizzata. Qualunque cosa abbia commesso, è stata anche la società più punita nella storia del calcio.
Vorrei però tornare al fatto tecnico: come nasce la grande rivalità?
L’epoca Giraudo-Moggi nasce con lo scudetto di Marcello Lippi nel 94-95 e si chiude all’alba degli scudetti di Capello che sono poi stati tolti. Diciamo per riassumere che siamo tra il 94-95 e il 2003-2004. La stranezza è che in questi dieci anni Juve e Inter raramente sono state davvero avversarie. Quasi non lo sono state affatto. La Juve è sempre arrivata meglio alla fine. Ha vinto 5 scudetti, tre volte è arrivata seconda, una volta terza e una settima. L’Inter è arrivata due volte seconda, due volte terza, due volte quarta, una volta quinta, sesta, settima e ottava. In quei dieci anni i punti di distacco tra Juve e Inter sono stati nel complesso 105, oltre dieci a stagione. Difficile parlare di vera rivalità. Molto più avversari della Juve sono stati il Milan, la Roma e la Lazio che in quegli anni hanno vinto.
Accettiamo per un momento che la Juve cercasse davvero di alterare i campionati. Non lo faceva però contro l’Inter. Solo due volte su dieci l’Inter è arrivata seconda in quei tempi, vincevano appunto molto di più altri avversari. I nemici della Juve erano sostanzialmente altri.
Non vorrei cascare dal pero, ma è difficile capire realmente quello che è accaduto, quello che sta ancora accadendo, senza ricorrere a una psicologia di gruppo. Essendo questo blog quasi esattamente questo, una introspezione generale e gratuita, non troppo forbita ma comunque esperta, vorrei chiederlo a voi che lo avete vissuto sulla pelle: cos’è successo davvero?
P.S.
E’ giusto confessare che sto scrivendo un libro sull’argomento. E io sono un terzo, non ho la psicologia del rivale, non vedo dall’interno. Mi è molto utile dunque il vostro aiuto.Cercando la verità di Juve-Inter, la prima cosa da dire è che non è più il derby d’Italia, non almeno nel senso che gli dette Gianni Brera quando inventò il termine. Per Brera il derby d’Italia era la partita tra le due squadre che avevano vinto più scudetti. Così come una “classica” era la partita tra squadre che avevano vinto almeno uno scudetto. Oggi l’Inter ha gli stessi scudetti del Milan, quindi alla lettera, i derby d’Italia per il momento sono due. E’ interessante però vedere come Milan e Juventus abbiano spesso negli ultimi venti anni collaborato insieme a livello commerciale, siano stati grandi avversari ma non crudelmente nemici. Mentre l’Inter è stata autorizzata dai tempi a diventare l’avversario totale della Juve.
Come siamo arrivati a questo? Non credo ci siano molti precedenti. E’ ormai piccola storia quella protesta dell’Inter che portò a giocare la squadra Primavera a Torino in un lontanissimo campionato in cui esordì Sandro Mazzola. E abbastanza lontano comincia a essere anche il fallo su Ronaldo, che comunque era una discussione su un rigore dato-non-dato.
In genere i tifosi non hanno memoria così lunga. E’ come se tra la gente, le generazioni del calcio passassero in un atttimo, è troppa la cronaca, troppe le partite e gli uomini, per mantenere i ricordi. Tutto così è riassumibile in Calciopoli, negli scudetti tolti alla Juve e in quello aggiunto all’Inter. Direi di più: alla grande sensazione che per molti anni l’Inter sia stata continuamente stoppata, quasi defraudata, dall’arte della gestione del calcio usata dalla Juve.
Le cose che accadono e soprattutto si ripetono hanno sempre un senso, ma per fortuna non tocca a me darglielo. In sostanza non discuterò se la Juve avesse tale forza e organizzazione da riuscire ad alterare i risultati. Era certamente la società più forte e meglio organizzata. Qualunque cosa abbia commesso, è stata anche la società più punita nella storia del calcio.
Vorrei però tornare al fatto tecnico: come nasce la grande rivalità?
L’epoca Giraudo-Moggi nasce con lo scudetto di Marcello Lippi nel 94-95 e si chiude all’alba degli scudetti di Capello che sono poi stati tolti. Diciamo per riassumere che siamo tra il 94-95 e il 2003-2004. La stranezza è che in questi dieci anni Juve e Inter raramente sono state davvero avversarie. Quasi non lo sono state affatto. La Juve è sempre arrivata meglio alla fine. Ha vinto 5 scudetti, tre volte è arrivata seconda, una volta terza e una settima. L’Inter è arrivata due volte seconda, due volte terza, due volte quarta, una volta quinta, sesta, settima e ottava. In quei dieci anni i punti di distacco tra Juve e Inter sono stati nel complesso 105, oltre dieci a stagione. Difficile parlare di vera rivalità. Molto più avversari della Juve sono stati il Milan, la Roma e la Lazio che in quegli anni hanno vinto.
Accettiamo per un momento che la Juve cercasse davvero di alterare i campionati. Non lo faceva però contro l’Inter. Solo due volte su dieci l’Inter è arrivata seconda in quei tempi, vincevano appunto molto di più altri avversari. I nemici della Juve erano sostanzialmente altri.
Non vorrei cascare dal pero, ma è difficile capire realmente quello che è accaduto, quello che sta ancora accadendo, senza ricorrere a una psicologia di gruppo. Essendo questo blog quasi esattamente questo, una introspezione generale e gratuita, non troppo forbita ma comunque esperta, vorrei chiederlo a voi che lo avete vissuto sulla pelle: cos’è successo davvero?
P.S.
E’ giusto confessare che sto scrivendo un libro sull’argomento. E io sono un terzo, non ho la psicologia del rivale, non vedo dall’interno. Mi è molto utile dunque il vostro aiuto.

fonte: corriere.it

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