Padre Pio: un fortunato smarrimento

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Venerdì, 5 maggio, festa di san Pio V e onomastico dell’amato Padre, la mia nipotina di due anni si era smarrita nell’affollatissimo mercato verso mezzogiorno. Vane furono le ricerche per oltre due ore in tutta la zona. Nessuno sapeva dir qualcosa della bambina, mentre la madre, incinta di otto mesi, si disperava per il dolore.

Intanto noi tutti, circa una quindicina, che andavamo in cerca della bimba, non cessavamo di invocare i nomi di Gesù, di Maria e Padre Pio. Finché verso le 14.30 la nonna, ignara, s’imbatté in una donna che conduceva per mano la nipotina e andava chiedendo di chi fosse.

La nonnina prese con sé la bimba e la riportò a casa. Qui mio fratello Giuseppe, celiando, chiese alla bambina: «Dimmi, Laura – è il suo nome –, perché hai lasciato la mamma? Con chi sei stata? Con il fidanzatino, eh? Orsù, dimmi, con chi sei stata?». «Con lui». Incuriosito, mio fratello replicò: «Chi è lui?». «Padre Pio!» rispose la bambina, raggiante di gioia, indicando con il dito il quadro di Padre Pio. Mio fratello non fece altre domande e, quando giunsi io, mi riferì le parole della bimba.

Incredulo, mi avvicinai a lei e chiesi: «Laura, perché hai lasciato la mamma? Dove sei stata?». «Con lui», rispose, indicando il quadro di Padre Pio. «E sai chi è quello?». «Padre Pio!» rispose ancora, con gli occhi pieni di gioia. «Come era vestito?». «Come lui», rispose indicando il quadro. «Alle mani cosa aveva?». «La bua». «Come ti portava? Per la mano?». «No, in braccio». «Cosa ti ha dato?». «Nulla». «Ma non aveva niente?». «No». «Proprio niente?». «No, nulla nulla». A queste domande rispondeva sempre sicura e col sorriso sulla bocca. Ho chiesto a sua madre, prima che sapesse del discorso con la figlia, se le avesse mai parlato di Padre Pio. Mi rispose che a casa avevano un quadrettino a mezzo busto di Padre Pio, dove non si vedono le piaghe e che ora Padre Pio non c’è più, è morto. Nient’altro. Domandai ancora alla nipotina: «Era morto Padre Pio?». «No, era vivo».

Tre giorni dopo le furono rivolte le medesime domande, alle quali rispose come prima, senza mai contraddirsi. E in più le domandammo: «Che cosa aveva sul mento?». «La barba». «Come quella dello zio Francesco?» che è nera. «No, era bianca, bella bella». […] «Era bello Padre Pio?». «Sì», rispose con un guizzo di gioia indescrivibile e così rispondeva ogni qualvolta si parlava di Padre Pio. Da tutto il dialogo si notava che la bimba aveva avuto una fiducia e confidenza illimitate nel venerato Padre e che soprattutto non aveva pianto.

Fra Francesco Savino, OFMCapp,
Padre Pio, l’astro del Gargano.
Testimonianza di una famiglia, pp. 229-232

Servizio Liturgico “Francesco Buenza”

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