Papa: famiglia si salvi da colonizzazione del denaro

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“La famiglia è alla base della cultura mondiale che ci salva dagli attacchi, dalle distruzioni e dalle colonizzazioni del denaro e ideologiche“. E’ quanto ha ribadito il Papa nella catechesi dell’udienza generale di oggi in Piazza s. Pietro davanti a migliaia di fedeli. Chiudendo il ciclo di riflessioni sulla famiglia il Pontefice ne ha ribadito la portata universale e la responsabilità, che non è, “curare un’intimità fine a se stessa” ma “rendere domestico il mondo”, nella certezza della misericordiosa protezione di Dio. Il servizio di Gabriella Ceraso:

La famiglia è una comunità umana fondamentale e insostituibile la cui portata è universale, per questo, ricorda il Papa ai fedeli aprendo la sua catechesi, avranno respiro mondiale i due imminenti appuntamenti ad essa dedicati, il Sinodo del mese di ottobre e l’incontro a Filadelfia della prossima settimana. Ed è alla famiglia che il Papa attinge per l’epoca odierna dominata, dice, dalla tecnocrazia economica e dalla potente logica del profitto:

Famiglia comunità umana fondamentale, universale e strategica

“In questo scenario, una nuova alleanza dell’uomo e della donna diventa non solo necessaria, anche strategica per l’emancipazione dei popoli dalla colonizzazione del denaro. Questa alleanza deve ritornare ad orientare la politica, l’economia e la convivenza civile! Essa decide l’abitabilità della terra, la trasmissione del sentimento della vita, i legami della memoria e della speranza”. La famiglia dunque ci difende, ribadisce con forza il Papa, è la base per salvarci da tante “distruzioni che minacciano il mondo”.

Alla famiglia è affidato il progetto di rendere domestico il mondo

Ed è alla famiglia, “nodo d’oro” dell’alleanza uomo donna, che Dio ha affidato “l’emozionante progetto di rendere domestico il mondo”. Ciò che accade tra loro dà l’impronta a tutto, come dimostra l’eredità del peccato originale. Nonostante ciò, ed è questa l’altra sottolineatura di Papa Francesco,” non siamo maledetti né abbandonati a noi stessi”, lo dimostrano le pagine della Bibbia “scritte col fuoco a questo riguardo”:

“Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe (Gn 3,15a). Sono le parole che Dio rivolge al serpente ingannatore, incantatore. Mediante queste parole Dio segna la donna con una barriera protettiva contro il male, alla quale essa può ricorrere – se vuole – per ogni generazione. Vuol dire che la donna porta una segreta e speciale benedizione, per la difesa della sua creatura dal Maligno!” Un profondità, osserva il Pontefice, che rivela una “teologia della donna” contrastante con i luoghi comuni, spesso offensivi,”sulla donna tentatrice che ispira al male”.

Dio non ci abbandona al nostro destino di peccatori

Nè all’uomo né alla donna dunque Dio fa mancare la sua protezione: li veste di tuniche, dice la Bibbia, prima di allontanarli dall’Eden,quindi non li lascia “nudi al loro destino di peccatori”. E l’incarnazione stessa di Cristo è segno di questa tenerezza divina:

“Cristo, nato da donna, da una donna. È la carezza di Dio sulle nostre piaghe, sui nostri sbagli, sui nostri peccati. Ma Dio ci ama come siamo e vuole portarci avanti con questo progetto, e la donna è quella più forte che porta avanti questo progetto”

La promessa di protezione e salvezza che Dio fa all’uomo e alla donna “include tutti gli esseri umani sino alla fine della storia”, camminiamo dunque insieme, con fede “sotto questa benedizione”, è l’invito conclusivo del Papa, e “sotto questo scopo di Dio di farci tutti fratelli nella vita, in un mondo che va avanti e che nasce proprio dalla famiglia, dall’unione dell’uomo e la donna”.

Fonte: Radio Vaticana

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