Papa Francesco:«Portare il Vangelo nelle periferie»

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In una settimana difficile per il nostro paese, il Santo Padre ha rinnovato la sua vicinanza al centro Italia e ha voluto dedicare una preghiera speciale per le popolazioni colpite. Papa Francesco ha anche parlato dell’importanza della “Settimana per l’Unita dei Cristiani” con il tema di quest’anno  «L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione»

Al termine dell’Angelus di questa domenica, Papa Francesco ha recitato insieme a tutti i fedeli presenti in piazza San Pietro una “Ave Maria” per le vittime del centro Italia e i loro soccorritori. Un momento davvero toccante che rinnova la vicinanza alle popolazioni stremate da terremoti continui e fenomeni meteorologici intensi.

Come ogni settimana il Santo Padre ha commentato il vangelo odierno (QUI la nostra rubrica settimanale sulla liturgia della parola di questa III Domenica del Tempo Ordinario). Oggi, la Parola del Signore ci narra dei primi passi della predicazione di Cristo e della chiamata dei primi discepoli. Gesù parte da Cafarnao e dalla Galilea, una terra impura e periferica. Nessuno si sarebbe aspettato che la storia della salvezza partisse da lì. Invece dalle periferie parte la luce di Cristo da irradiare su tutte le genti. Gesù sceglie di essere «un profeta itinerante» che, a differenza del Battista, non aspetta la gente ma la incontra.

Nel frattempo due pescatori, Andrea e Simone, sono intenti nel loro lavoro quotidiano quando ricevono la chiamata di Gesù ad essere «pescatori di uomini». «La chiamata li raggiunge nel pieno della loro attività di ogni giorno: il Signore si rivela a noi non in modo straordinario o eclatante, ma nella quotidianità della nostra vita. Lì dobbiamo trovare il Signore; e lì Lui si rivela, fa sentire il suo amore al nostro cuore; e lì – con questo dialogo con Lui nella quotidianità della vita – si cambia il nostro cuore. La risposta dei quattro pescatori è immediata e pronta: “Subito lasciarono le reti e lo seguirono”»

Il nostro compito è quello di annunciare il Vangelo ovunque «perché ci sono stati quegli uomini umili e coraggiosi che hanno risposto generosamente alla chiamata di Gesù. Sulle rive del lago, in una terra impensabile, è nata la prima comunità dei discepoli di Cristo: La consapevolezza di questi inizi susciti in noi il desiderio di portare la parola, l’amore e la tenerezza di Gesù in ogni contesto, anche il più impervio e resistente. portare la Parola a tutte le periferie! Tutti gli spazi del vivere umano sono terreno in cui gettare la semente del Vangelo, affinché porti frutti di salvezza». Tuttavia per adempiere a questo compito è necessario «convertirsi, trasformando il proprio modo di pensare e di vivere. E’ importante questo: convertirsi non è soltanto cambiare il modo di vivere, ma anche il modo di pensare. E’ una trasformazione del pensiero. Non si tratta di cambiare gli abiti, ma le abitudini!»

Il Papa, infine, ha ricordato le celebrazioni per la Settimana dell’Unità dei Cristiani citando il tema preso dalle lettere di San Paolo «L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione» e ricordato tutti coloro che, in Estremo Oriente, si preparano a celebrare il capodanno lunare (28 gennaio):«Il mio cordiale saluto giunga a tutte le loro famiglie, con l’augurio che esse diventino sempre di più una scuola in cui si impara a rispettare l’altro, a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato. Possa la gioia dell’amore propagarsi all’interno delle famiglie e da esse irradiarsi in tutta la società».

QUI il video integrale dell’Angelus

Alessio Crisetti, membro del Servizio Liturgico

 

 

 

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