Papa: l’educazione cristiana è un diritto dei bambini

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Genitori e padrini aiutino i bambini a perseverare nella fede. Così il Papa all’udienza generale di oggi, che conclude il ciclo di riflessioni dedicate al Battesimo, nell’ambito delle catechesi sui sacramenti

Debora Donnini-Città del Vaticano

La veste bianca e la candela accesa manifestano gli effetti spirituali del Battesimo. Su questi due segni si sofferma Papa Francesco all’udienza generale stamani in Piazza San Pietro, che conclude il ciclo di catechesi dedicate a questo sacramento.

La veste bianca

Fin dai primi secoli i neobattezzati sono stati rivestiti di una veste candida, simbolo dello splendore della vita conseguita in Cristo e nello Spirito Santo. Rivestirsi di Cristo – ricorda il Papa – significa coltivare virtù di tenerezza, bontà, perdono ma soprattutto di carità.

La candela accesa dal cero pasquale

La fiamma attinta dal cero pasquale, invece, simboleggia che siamo chiamati a ricevere da Gesù il suo splendore: la carità del Signore, infatti, infiamma i cuori dei battezzati, come il cero dà luce alle singole candele. E per questo, dai primi secoli il Battesimo si chiamava anche “illuminazione” e quello che era battezzato era detto “l’illuminato”. Come ricorda il Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, infatti, la vocazione cristiana è quella di camminare nella luce perseverando nella fede.

L’educazione cristiana dei bambini

Se si tratta di bambini, è compito dei genitori, insieme a padrini e madrine, aver cura di alimentare la fiamma della grazia battesimale nei loro piccoli, aiutandoli a perseverare nella fede . L’educazione cristiana è un diritto dei bambini; l’educazione cristiana è un diritto dei bambini!”.

E l’educazione cristiana li porta, poi, a “ratificare personalmente la fede nella quale sono stati battezzati”. Francesco conclude la catechesi ricordando che la presenza viva di Cristo, da difendere in noi, è “lampada che rischiara i nostri passi, luce che orienta le nostre scelte, fiamma che riscalda i cuori nell’andare incontro al Signore” e ci rende capaci di aiutare gli altri. Infine, come espresso nell’Esortazione apostolica Gaudete et exsultate, il Papa esorta a scegliere Dio, “sempre di nuovo”.

Il ricordo della guerra sia appello per fine conflitti

Salutando i pellegrini polacchi e, in modo speciale, gli ex-combattenti della Seconda Guerra mondiale, giunti per l’anniversario della battaglia di Monte Cassino, il Papa esprime tristezza nel ricordare le due grandi guerre del secolo scorso. “La tragedia della guerra da voi vissuta” – auspica – diventi “un appello per la cessazione dei conflitti in corso nel mondo e per la ricerca di vie di pace”.

Fonte: Vatican News

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