Papa: Sinodo non ha toccato le verità del matrimonio cristiano

0 162

Nessuna censura, massima libertà di espressione e trasparenza, rispetto assoluto per le “verità fondamentali del Sacramento del matrimonio”. Questo – e non le varie ricostruzioni giornalistiche che lo hanno accompagnato – è stato il Sinodo sulla famiglia celebrato in ottobre. Papa Francesco lo ha affermato con chiarezza all’udienza generale in Piazza San Pietro, che ha inaugurato un nuovo ciclo di catechesi dedicato proprio ai temi della vita familiare.

Tv, web e giornali lo hanno raccontato con attenzione, certo, ma a modo loro. Come una cronaca sportiva, enfatizzando scontri tra squadre avversarie. O parlando di fazioni, di “conservatori e progressisti”, riducendo il confronto a una serie di manovre politiche. Ma quello non è stato il Sinodo sulla famiglia. Papa Francesco parte da qui – dall’abbondanza di informazione e dai limiti culturali e di linguaggio riscontrati nei media rispetto all’evento di cui dovevano riferire – per raccontare in prima persona “com’è andata e che cosa ha prodotto” la riunione episcopale dello scorso ottobre.

Tutta la catechesi è uno sgombrare il campo da distorsioni e pregiudizi e un ribadire la verità ed essenza di tutto quanto è stato detto dai vescovi in quelle due settimane, a partire dal “come” è stato detto, cioè con la massima libertà di espressione:

“Anzitutto io ho chiesto ai Padri sinodali di parlare con franchezza e coraggio e di ascoltare con umiltà, dire con coraggio tutto quello che avevano nel cuore. Nel Sinodo non c’è stata censura previa, ma ognuno poteva – di più, doveva – dire quello che aveva nel cuore, quello che pensava sinceramente (…) Sempre, quando si cerca la volontà di Dio, in un’assemblea sinodale, ci sono diversi punti di vista e c’è la discussione e questo non è una cosa brutta! Sempre che si faccia con umiltà e con animo di servizio all’assemblea dei fratelli”.

Niente censura, dunque, e tanto ascolto, definito “edificante” dal Papa per il modo in cui è stato espresso. Francesco ha parole di ringraziamento per tutti, specie per i Padri sinodali – “davvero sono stati bravissimi”, dice – prima di toccare l’altro punto sensibile, oggetto nei giorni del Sinodo di infinite letture, spesso dubbiose o polemiche:

“Nessun intervento ha messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio, cioè: l’indissolubilità, l’unità, la fedeltà e l’apertura alla vita. Questo non è stato toccato”.

Il Papa descrive con precisione le varie fasi seguite al confronto in Aula: la Relazione post-discussione del cardinale Erdö, le valutazioni della stessa nei quattro gruppi linguistici, la Relazione finale aperta al contributo dei gruppi, la redazione del Messaggio finale. Francesco tira le somme e afferma che “Messaggio finale”, “Relazione finale” e “discorso finale del Papa” sono i soli “documenti ufficiali” del Sinodo e che “non ce ne sono altri”:

“Alcuni di voi possono chiedermi: ‘Hanno litigato i Padri?’. Ma, non so se hanno litigato, ma che hanno parlato forte, sì, davvero. E questa è la libertà, è proprio la libertà che c’è nella Chiesa. Tutto è avvenuto ‘cum Petro et sub Petro’, cioè con la presenza del Papa, che è garanzia per tutti di libertà e di fiducia, e garanzia dell’ortodossia”.

L’ultima considerazione – prima di affidare alla Madonna lo spazio tra i due Sinodi e pregare perché ci sia luce per maturare “ciò che dobbiamo dire a tutte le Chiese – Papa Francesco la riserva a un’ulteriore spiegazione al mondo di cosa sia un Sinodo e cosa invece non sia. Per esempio, “una struttura parlamentare”:

“Il Sinodo è uno spazio protetto affinché lo Spirito Santo possa operare; non c’è stato scontro tra fazioni, come in parlamento dove questo è lecito, ma un confronto tra i Vescovi, che è venuto dopo un lungo lavoro di preparazione e che ora proseguirà in un altro lavoro, per il bene delle famiglie, della Chiesa e della società. E’ un processo, è il normale cammino sinodale”.

Ai saluti seguiti alle catechesi in sintesi, Papa Francesco ne ha rivolto uno particolare all’Associazione “Gran Sasso Acqua”, “a cinque anni dal terremoto dell’Aquila”. Il tempo liturgico dell’Avvento – ha concluso –  favorisca in tutti una rinnovata adesione al Vangelo, una sincera solidarietà verso i fratelli e una riscoperta della speranza cristiana”. Quindi, ha affidato i giovani, ammalati e nuovi sposi alla Beata Vergine di Loreto, di cui si celebra oggi la memoria liturgica.

 

Fonte: RadioVaticana

Potrebbe interessarti anche... Altro dello stesso autore

Fai un commento

La tua email non sarà pubblicata.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani sempre aggiornato direttamente nella tua email!