Sabato santo

Il Signore Gesù Cristo nel mistero della sua discesa agli inferi

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Il Sabato santo è il giorno in cui il culto cristiano celebra la discesa agli inferi di Gesù. È il secondo giorno del Triduo pasquale ed è un giorno di silenzio, privo di celebrazioni.

Le letture del Sabato santo tracciano le principali tappe dello storia della salvezza e rappresentano l’ultimo insegnamento impartito ai catecumeni prima del battesimo. Scegliamo -per un pensiero di commento – l’epistola (Rm 6,3-11 ) che unisce insieme il tema della morte e risurrezione di Gesù e il tema del battesimo. Mediante il battesimo il credente si associa alla redenzione di Cristo, se ne appropria il valore redentivo. Il battesimo è infatti una immersione nel mistero pasquale. Si notino le forti e sorprendenti espressioni che Paolo usa: con-sepolti, con-piantati, con-crocifissi, morti con, con-viventi. Il battesimo è una vera e propria condivisione della morte-risurrezione di Gesù. Il battesimo è, anzitutto, un evento che Dio compie in noi, un dono, ma è anche, nello stesso tempo, un progetto. Il battesimo indica la legge che deve regolare tutta l’esistenza cristiana. L’esistenza cristiana deve svilupparsi secondo un ritmo battesimale. La fedeltà al battesimo, fedeltà che si esprime nel sottomettersi alla legge del morire e del risorgere con Cristo, si vive anzitutto sul piano morale. La fedeltà al battesimo si esprime come lotta al peccato. Forse il modo più attuale di concepire questa lotta é di intenderla come liberazione da un’esistenza rivolta a sé e accettazione di un’esistenza aperta a Dio e ai fratelli. Il messaggio morale del battesimo é suppergiù questo: tu, uomo, sei chiamato a decidere per Dio o contro Dio. Scegliere per Dio o contro Dio significa, in concreto, scegliere l’amore o andare contro l’amore, scegliere per gli altri o contro gli altri, scegliere per gli altri o scegliere per sé stessi. Questo è il nucleo di tutto il discorso cristiano, questo è il fondo della logica battesimale. Come Paolo lo intende, il battesimo è un fatto già accaduto, ma è anche un fatto che deve ripetersi ogni giorno e che in pienezza si compirà alla fine della nostra vita. Ecco perché Paolo -come si può scorgere se si osserva attentamente il passo che abbiamo citato – usa i verbi al passato, al presente e al futuro in significativa successione.

Si noti, infine, come il battesimo non inserisca il cristiano soltanto nella Croce, ma nella Croce e nella risurrezione. La risurrezione non é solo presente come termine, come premio finale, come attesa. É presente già ora come forza operante, come rinnovamento, come capacità di amare in modo nuovo, consolazione, vittoria sul peccato, prefigurazione del mondo che ci attende. L’esperienza battesimale non è soltanto un’esperienza della Croce in attesa della risurrezione: è già ora, contemporaneamente, esperienza di Croce e di risurrezione.

Servizio Liturgico “Francesco Buenza”

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