Tra la Madonna di Fatima e San Pio

Il Settimanale di Padre Pio

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Rievochiamo il celebre miracolo che la Madonna di Fatima, pellegrina in Italia nel luglio del 1959, operò in favore di Padre Pio da tre mesi gravemente malato, restituendolo in piena salute ai suoi figli spirituali e alle sue attività di apostolato.

L’amore di Padre Pio per la Madonna fu immenso, teneramente filiale, e contrassegnò tutta la vita del Santo, dalla sua infanzia fino agli ultimi momenti della sua vita. Nell’agosto del 1959 la statua pellegrina di Fatima giunse a San Giovanni Rotondo, e fu un vero “evento” per Padre Pio, nel quale ancora una volta si manifestò la stretta unione che c’era tra la Madre divina e questo figlio prediletto.

Nel maggio del 1959 San Pio si ammalò di pleurite essudativa; le sue condizioni si aggravarono al punto tale da non poter più neanche celebrare la Santa Messa in chiesa, ma nella sua stanza. Dalla sua camera, per mezzo del microfono, ascoltava le funzioni che si tenevano in chiesa e dopo la funzione serotina rivolgeva ai fedeli un breve discorso, concludendo con la santa benedizione.

Il 1° e il 2 luglio dello stesso anno si svolgevano con grande solennità le celebrazioni per la consacrazione della nuova chiesa, con la presenza del Card. Tedeschini e di Mons. Carta, ma Padre Pio non poté essere presente, come racconta Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi: «Il 1° luglio, dovendosi consacrare la nuova chiesa, [Padre Pio] volle col permesso del padre guardiano e per non essere di aggravio alla comunità, provare quella mattina ad andare a celebrare nella Casa Sollievo e vi andò; ma appena finita la Messa, debole come stava, gli vennero meno le forze, ebbe una specie di abbandono con capogiro, dovette fermarsi in clinica e mettersi a letto in una stanza riservatissima, dove restò per due giorni sempre assistito dai religiosi» (Cronistoria, ms II, 25 febbraio 1967). Queste erano le sue condizioni quando la statua della Madonna di Fatima arrivò pellegrina in Italia, visitando le principali città della Penisola. In via eccezionale venne portata anche a San Giovanni Rotondo, per la gioia di Padre Pio, dei suoi confratelli e dei suoi figli spirituali. Dalla cronistoria redatta da Padre Raffaele risulta che la statua fu collocata nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie e che Padre Pio rimase nella sua stanza seguendo tutto nella preghiera. Il 6 agosto volle essere portato in sagrestia e «ai piedi della Madonna, abbassata fino al suo viso, commosso e con le lacrime agli occhi la bacia affettuosamente e mette un rosario da lui benedetto nelle sue mani; poi si riporta su perché stanco e per timore di qualche collasso… oltre tre mesi di malattia, di digiuno e di letto…

La Madonna si porta nella Casa Sollievo, dove fa il giro di tutti i reparti, ed infine sale sulla terrazza, essendo già pronto l’elicottero per la partenza. Padre Pio espresse il desiderio di volerla salutare ancora una volta prima di partire, e così, sempre sopra una sedia si porta nel coro della nuova chiesa, e si affaccia all’ultima finestra a destra di chi guarda la chiesa dal piazzale.

Ecco che tra gli evviva di una massa di popolo, l’elicottero si solleva; prima però di prendere la rotta designata, fa tre giri sul convento e chiesa per salutare Padre Pio. Egli al vedere l’elicottero che si muove con su la Madonna, tutto commosso, con fede e lacrimante, dice: “Madonna, Mamma mia, sei entrata in Italia e mi sono ammalato; ora te ne vai e mi lasci ancora malato”.

Detto questo, abbassa il capo, mentre un brivido lo scuote e pervade tutto. Padre Pio ha ricevuto la grazia, e si sente bene. Il giorno dopo vuol celebrare in chiesa, ma quasi tutti lo sconsigliano. Intanto la sera, provvidenzialmente, arriva il professor Gasbarrini, che lo visita minuziosamente, lo trova guarito clinicamente, e dice ai Padri presenti, tra i quali ero anch’io: “Padre Pio sta bene, e domani può celebrare liberamente in chiesa”.

Quale giubilo per noi e per il popolo tutto. In breve si diffuse la notizia che la Madonna di Fatima aveva ridonato la vita a Padre Pio; e da quel giorno egli riprese tutte le sue attività nell’apostolato: Messa e Confessioni come per il passato.

Ci fu qualche voce stonata che voleva negare il miracolo; ma egli diceva: “Lo so io se sono o no guarito, e se è stato un miracolo della Madonna; sono io che devo giudicare”. Tutte le volte poi che raccontava questo portento, non poteva arrivare in fondo che cominciava a piangere».

Padre Pio pur essendo malato volle condurre una Novena di preparazione per accogliere la Madonna, ed ogni sera, a partire dal 27 luglio fino al 5 agosto, dettò un pensiero mariano che servisse di preparazione all’evento. I vari pensieri mariani, trascritti e pubblicati, esprimono la sua entusiastica attesa e il desiderio di prepararsi e di preparare gli altri, soprattutto con la pratica delle virtù e con i propositi di una fervente vita cristiana. Nel primo giorno della Novena trasmise ai fedeli radunati in chiesa ad ascoltarlo, attraverso il microfono, questo pensiero di apertura: «Questa sera abbiamo cominciato la novena per la visita della Mamma celeste… Quindi prepariamo i nostri cuori, affinché possiamo riceverla meno indegnamente che sia possibile. E ciò che più gradisce la Mamma nostra è quello di rinnovare i nostri santi propositi, consacrarsi a Lei, obbedire alle leggi di Dio e del Figlio suo; ma, più che mai, l’amore, la carità fraterna fra noi e l’amore verso Dio».

È un piccolo programma di vita in poche battute, secondo lo stile di Padre Pio. Di certo può valere anche per noi, per ben celebrare il centenario di Fatima insieme a Padre Pio: obbedienza alla legge di Dio, soprattutto al precetto della carità verso Dio e verso i fratelli, e consacrazione a Maria, come Ella stessa ha chiesto proprio a Fatima!

di Suor M. Gabriella Iannelli, FI

Servizio Liturgico “Francesco Buenza”

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