Un nuovo modo di comunicare: reggae in chiesa!

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L’idea è senz’altro accattivante. Una Messa Reggae con concerto finale annesso. Il gruppo Giovani della Parrocchia di San Carlo Borromeo a Trento ha avuto una grande idea.

Ad onor del vero c’era già stata una Messa Rock nella Chiesa di Albiano l’11 febbraio dello scorso anno, però l’entusiasmo che si respira intorno a questo evento è davvero ricco di aspettative. La Chiesa è già piena alle 20, certamente qualcuno non troverà posto e dovrà rimanere fuori.

Don Lino Zatelli, il parroco che ha dato fiducia al locale Gruppo Giovani nell’ideare e successivamente a realizzare questa iniziativa cammina fra i fedeli scambiando qualche battuta e ci confessa con legittimo orgoglio tutta la sua soddisfazione.

Solo pochi giorni fa ci aveva detto: “Posso garantire che la musica Reggae e godibile e ascoltabile da chiunque, questi giovani musicisti hanno lavorato tanto per portare il messaggio cristiano fuori dalle mura della Chiesa, utilizzando una forma di linguaggio non convenzionale e diverso dagli standard classici, in linea con le parole di Papa Francesco“

Il gruppo di musicisti è un mix di appartenenti ad alcune parrocchie cittadine, un perfetto lavoro di assemblaggio che trova un ottimo riscontro considerando che hanno “provato” insieme solo nell’ultimo mese. Fanno parte della band: Mauro Iseppi (batteria), Luca Raffaelli (basso), Piero Giacomozzi (piano), Matteo Conci (tastiere), Andrea Conci (chitarre), Francesco Lanzingher (chitarra elettrica), Franco Lacchin (voce), Aura Zanghellini (voce), Sara Bertò (cori) più un gruppo di coristi.

La funzione religiosa si svolge regolarmente e tutti i canti liturgici vengono eseguiti in chiave Reggae. Il risultato è un’interpretazione molto bella e allegra di tutti i canti della Messa. Alcuni fedeli ascoltano e osservano mentre i più cantano e ballano al ritmo sincopato della musica.

La Messa “scivola via” velocemente in un clima di preghiera gioiosa, per nulla irriverente nei confronti della sacralità del luogo in cui ci si trova.

Il concerto inizia immediatamente dopo la Messa, quasi senza pausa. Si vede chiaramente che i ragazzi che suonano hanno tutti una discreta esperienza musicale. Vengono eseguiti senza sosta 10 brani del gruppo Reggae americano Christafari, fondato nel 1990 da Mark Mohr e molto apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. Per la verità il reggae cristiano non è del tutto una novità in quanto già negli anni ’70 era molto attivo con l’interprete Yabby Yo ‘Jesus Dread’.

Proprio in quegli anni nasce il Gospel Reggae o Christian Reggae, i cui maggiori interpreti furono Papa San o Judy Mowatt, portavoce di coloro che ad un certo punto della loro vita si sono convertiti alla fede cristiana ed hanno così cambiato tutte le prospettive della loro esistenza.

Il concerto termina alle 22.30 con un fragoroso applauso da parte di una chiesa gremita in ogni posto. L’atmosfera è gioiosa e allegra e teniamo a sottolineare ulteriormente che non vi è alcun atteggiamento di irriverenza o di mancanza di rispetto verso il luogo sacro che ci ospita. A sorpresa tutti i fedeli in un tripudio di applausi da standing ovation alla fine si mettono a ballare allegri e festosi, è questa la chiesa che vorremmo sempre vedere.

La sensazione è che sia stata aperta una nuova via, un nuovo modo di comunicare che vuole essere contemporaneo e non anacronistico. Mentre usciamo in mezzo alla fiumana di persone ci sorge un pensiero. Chissà cosa penserebbe Papa Francesco. In fin dei conti è stato proprio lui a cercare di cambiare alcuni schemi della chiesa cattolica e a predicare l’amore e la fratellanza nei confronti di tutti. Siamo sicuri che il Santo Padre approverebbe e, perché no, batterebbe le mani insieme a noi al ritmo Reggae.

fonte: lavocedeltrentino.it

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