Un serafino rosso di sangue. Padre pio ai piedi del tabernacolo

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Il ritmo della giornata di Padre Pio scorreva con una monotonia ossessionante. Sempre le stesse cose, alla stessa ora, allo stesso modo. Mai una eccezione, una vacanza. Eppure il suo fisico ne avrebbe avuto bisogno. Ciò che era al centro dei suoi interessi e della sua vita era Gesù Sacramentato. È vero che il Padre era a continuo colloquio col Signore, ma in chiesa c’era la Presenza reale del Cristo Eucaristico, che è il Cristo nostro contemporaneo. Perciò anche fisicamente voleva mettersi a contatto con Lui, e volava in chiesa anche durante la giornata, fuori i tempi delle confessioni, che passava sotto lo sguardo di Gesù Sacramentato. Sui matronei per anni si metteva sotto il penultimo arco sulla destra, guardando l’altare. La preghiera preferita era il Rosario. Con Maria, pregava e adorava Gesù. Ma spesso si fermava: guardava fisso in un punto, contemplava, sospirava. Il resto lo sa lui. Diverse ore al giorno passava in quel posto, in compagnia del Cristo Eucaristico e della Mamma sua, la Madonna delle Grazie che aveva di fronte, in quel magnifico mosaico […].

Il suo luogo preferito era vicino a Gesù Sacramentato e la Messa era “la preghiera” per antonomasia. Al centro dei suoi pensieri, il cuore della sua vita.

Più di una volta mi chiamò nel cuore della notte, e precipitandomi da lui, pensando che avesse bisogno di qualcosa, lo trovavo già pronto: «Beh! Figlio mio, andiamo a dire la Messa», serio, serio. La prima volta restai piuttosto impaurito, e dissi al Padre: «Padre Spirituale, ma la Messa all’una di notte non la possiamo dire! Ci prendono per matti!». E lui: «Ma che matti e matti: io non ce la faccio più ad aspettare! Per piacere… accompagnami almeno in sacrestia: io sto vicino a Gesù Sacramentato e tu te ne torni a letto». Non insistevo neppure perché rimanesse in cella, ma l’accontentavo. Quando eravamo in sacrestia, si poggiava al posto dove si vestiva per la Messa, e si tuffava nella sua adorazione eucaristica, contento e soddisfatto. «Beh! Ora te ne puoi andare a letto!». Io me ne tornavo a letto e il Padre teneva compagnia a Gesù Sacramentato, come un serafino dell’Eucaristia, con le ali macchiate di rosso! Il rosso dell’amore, il rosso del sangue delle piaghe! Questo era il vero mestiere di Padre Pio, anzi la vera missione; essere custode di quel Gesù che è il nostro contemporaneo, cioè il “Cristo Eucaristico”, il Pane degli Angeli disceso sulla terra. Gli uomini lo lasciano solo, e non si curano di Lui, ma Gesù sta lì, «aspettando, chiamando ed accogliendo tutti quelli che vanno a visitarlo». Sono parole di un altro serafino dell’Eucaristia, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che Padre Pio, per una vita intera, ha recitato tutte le sere, davanti al Santissimo esposto. I Santi si intendono e si copiano anche nelle preghiere. È l’intensità dell’ardore che li distingue. I soldati facevano da guardia al sepolcro: gli Apostoli se ne erano scappati. Padre Pio da Pietrelcina faceva da guardia al Tabernacolo, quasi ventiquattro ore su ventiquattro.

Un giorno una donna, devota di Padre Pio, a bruciapelo gli chiese: «Io devo partire da San Giovanni Rotondo. Ma se durante la giornata volessi pensare a lei, dove la troverei?». E Padre Pio prontamente, senza pensarci neppure un attimo: «Ai piedi di Gesù Sacramentato!». Ed era così.

Padre Eusebio Notte,
Padre Pio e Padre Eusebio, Briciole di storia,
pp. 168-169; 243-245

Servizio Liturgico “Francesco Buenza”

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