Vicino a Padre Pio ho sentito profumo di rosa … I miracoli avvenuti, raccontati dai testimoni (II Parte)

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Continuiamo la pubblicazione delle testimonianze sui Profumi della Santità, collegati a Padre Pio e sui miracoli che hanno caratterizzato la vita del santo frate, miracoli che ancora oggi avvengono con incredibile continuità.

Un signore conobbe Padre Pio per una serie di coincidenze abbastanza strane. “Sentii parlare per la prima volta di questo straordinario religioso subito dopo la guerra”, racconta, “soprattutto da un amico che era giornalista come me. Poiché questi conosceva bene il Padre me ne parlava con un entusiasmo che a me sembrava perfino eccessivo. La mia prima reazione era di indifferenza ed incredulità, specialmente quando il mio amico mi raccontava di certi fenomeni, come i profumi di Padre Pio, che molti dicevano di sentire in luoghi molto lontani dal religioso. Ad un certo momento, però, cominciarono a capitare anche a me questi strani fatti. All’improvviso sentivo un intenso profumo di violette in luoghi insoliti, dove era impossibile che ci fosse. Il pensiero correva a Padre Pio, ma mi ribellavo, dicevo a me stesso che ero vittima di suggestioni. Un giorno il fenomeno si verificò anche mentre ero in vacanza con mia moglie. Ero andato alla stazione per spedire un espresso, e in quel luogo, che in genere è tutt’altro che profumato, sentii quell’inconfondibile profumo di violette. Mentre riflettevo su quel fatto, mia moglie disse: “Ma da dove viene questo profumo?” “Lo senti anche tu? Esclamai meravigliato. Allora le raccontai di Padre Pio, delle discussioni con il mio amico e di quel profumo che da tempo mi perseguitava. “Se fossi in te”, disse mia moglie “partirei subito per San Giovanni Rotondo”. Il giorno dopo eravamo in viaggio. Quando gli fummo davanti, il Padre mi disse: “Ah, ecco il nostro eroe; ce n’è voluto per farlo arrivare”. Quello stesso giorno ebbi la possibilità di parlare con lui, e da quel momento la mia vita fu sconvolta.

Racconta un signore: “Alcuni anni fa venni colpito da infarto cardiaco. Mi venne consigliato di sottopormi a intervento chirurgico per migliorare la mia condizione di vita e decisi di entrare in ospedale per l’operazione. Era il mese di giugno 1991. Nel corso dell’operazione, di per sé riuscita, mi vennero applicati ben 4 by-pass. Purtroppo, al risveglio dall’anestesia, mi trovai paralizzato alla gamba e al braccio destro. L’amarezza fu grande, ma dopo il primo attimo di scoramento, la fede tornò a sostenermi e cominciai a pregare Padre Pio. La mia fiducia nel venerato Padre non venne delusa. Pregai facendo un triduo che la mia povera mamma, consigliava per casi disperati e, dopo tre giorni, nello stesso mattino in cui terminai il triduo, pur essendo circondato solo da altri ammalati, sentii aleggiare intorno a me un profumo intenso di mughetto. Quando questo profumò svanì, sentii un formicolio al piede destro e capii subito che le mie preghiere erano state esaudite”.

Racconta una signora: – “Ero affetta da una grave forma di limitazione del campo visivo ad entrambi gli occhi, che mi faceva soffrire e vedere poco. Consultai diversi medici e dopo varie analisi mi fu diagnosticata un’avvenuta emorragia oculare irreversibile e un probabile tumore all’ipofisi. Ciò mi procurò tanta ansia e sofferenza; questo male, come dichiarò lo specialista non è suscettibile di guarigione. Di passaggio per Benevento volli raggiungere Pietrelcina, dove ebbi la fortuna di visitare i luoghi del venerato Padre Pio. Durante la visita in una delle ultime stanze che ospitarono il Padre, fui presa da commozione indicibile e, mentre pregavo per i miei familiari, avvertii un intenso profumo di incenso. Nel ritornare a Roma, in treno, meditai su ciò che era avvenuto e mi rammaricai di non aver pregato Padre Pio per i miei occhi malati. Chiesi subito, con fede, il suo intervento. L’aiuto del Padre non si fece attendere: migliorai progressivamente e dopo poco tempo riebbi totalmente la vista. Lo specialista che mi visitò, registro meravigliato il totale recupero del campo visivo avvenuto misteriosamente”.

Un signore di Canicattì racconta: – “All’inizio del 1953, mia moglie, fin dai primi mesi di gravidanza, fu colpita da una grave forma di nefrite. La sua vita e quella del nascituro, a dire dei medici, correvano seri pericoli. Nessuna cura si rivelò efficace. Il 3 maggio, disperato, scrissi una lettera a Padre Pio chiedendo l’aiuto delle sue preghiere. Dopo qualche giorno, sia io che mia moglie, contemporaneamente, ma in stanze diverse, avvertimmo un misterioso odore di rose. In quel preciso istante bussò alla porta di casa il postino e ci consegnò una lettera, spedita dal convento di San Giovanni Rotondo, in cui leggemmo che Padre Pio avrebbe pregato per mia moglie e per la creatura che portava in grembo. L’indomani ricorremmo ad un nuovo esame di laboratorio che, con sorpresa indicibile, decretò l’improvvisa scomparsa della nefrite.”

Un noto avvocato devoto di Padre Pio racconta: – “Una volta ero nella chiesa vecchia del convento ad ascoltare la Messa, la lunga Messa di Padre Pio e, proprio all’elevazione dell’Ostia, mi distrassi pensando ad altro, restando in piedi, unico in mezzo alla folla di fedeli inginocchiati. Improvvisamente fui colpito da un penetrante odore di viole che mi fece tornare alla realtà e guardandomi intorno, mi chinai anch’io col ginocchio per terra ma senza pensare allo strano profumo. Come al solito, dopo la funzione religiosa, mi recai a salutare il Padre che mi accolse con questa battuta: “Che, oggi eri nu poco stunato ‘ncapa?” – “Si Padre, oggi sono stato un pò distratto. Fortunatamente mi ha svegliato il vostro profumo…” – “Ma quale profumo, per te ci vogliono e paccari…(gli schiaffi)”.

Un impiegato siciliano, dopo la sua conversione volle confessarsi da Padre Pio, che gli tenne la mano destra stretta tra le sue. L’impiegato racconta che quando arrivò a Foggia notò che la mano destra aveva un profumo che non aveva la sinistra. Era lo stesso profumo che lui sentiva quando era vicino a Padre Pio. Il profumo non scompariva nemmeno quando lui si lavava le mani. Siccome Padre Pio gli aveva dato una penitenza della durata di due mesi, in tutto quel periodo un identico profumo gli saliva dal petto al naso ed era così bello che si sentiva inebriato. Qualche volta il profumo scompariva ed allora lui provava a suggestionarsi per sentirlo ma senza alcun risultato. Poi, finita la penitenza, il profumo svanì.

Frate Ludovico da San Giovanni Rotondo assicura che “Padre Pio lasciava una scia di profumo, quando passava per i vari locali del convento. Padre Federico attesta: “Qualche volta, per sapere dove stava Padre Pio, bastava seguire la scia del profumo.

Il Signor Piero racconta: “Mentre viaggiavo in macchina, andando a velocità piuttosto sostenuta, avvertii un’ondata di profumo. Mi ricordai che un giorno avevo chiesto a Padre Pio il significato di quel fenomeno ed il Santo mi aveva risposto: “Figlio mio, quando lo senti, stai attento”. In quell’attimo rallentai ma non potei evitare di uscire fuori strada. Mi andò bene però, senza danni alla mia persona.

Fonte: Papaboys

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