XIX Domenica del Tempo Ordinario

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Letture del Giorno:

1Re 19,4-8;

Sal 33;

Ef 4,30-5,2;

Gv 6,41-51;

Gesù va mangiato come Parola, Sapienza, Verità, Giustizia, Luce, Grazia. Vita Eterna, Santità, Amore, Divina Carità. Questo è però un cibo spirituale. Lo si mangia accogliendo nel cuore la sua Parola e costruendo su di essa la nostra vita. È questo un cibo spirituale che si mangia con l’anima, con il cuore, la mente, il desiderio, l’intelletto, la buona volontà. Il Vangelo va mangiato come si mangia il pane. Dal Vangelo mangiato spiritualmente il cuore si allarga e riceve tutto Dio in esso. Nella Scrittura è anche detto che il Signore ad alcuni suoi servi il Libro lo ha fatto mangiare anche fisicamente, realmente. Sono Ezechiele e l’Apostolo Giovanni.

Mi disse: «Figlio dell’uomo, mangia ciò che ti sta davanti, mangia questo rotolo, poi va’ e parla alla casa d’Israele». Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, dicendomi: «Figlio dell’uomo, nutri il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo che ti porgo». Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele. Poi egli mi disse: «Figlio dell’uomo, va’, rècati alla casa d’Israele e riferisci loro le mie parole, poiché io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua oscura, ma alla casa d’Israele: non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua oscura, dei quali tu non comprendi le parole; se ti avessi inviato a popoli simili, ti avrebbero ascoltato, ma la casa d’Israele non vuole ascoltare te, perché non vuole ascoltare me: tutta la casa d’Israele è di fronte dura e di cuore ostinato. Ecco, io ti do una faccia indurita quanto la loro faccia e una fronte dura quanto la loro fronte. Ho reso la tua fronte come diamante, più dura della selce. Non li temere, non impressionarti davanti a loro; sono una genìa di ribelli» (Ez 3,1-9).

Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: «Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra». Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele». Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza. Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re» (Ap 10,8-11).

È Gesù il vero rotolo, il vero Libro del Padre. Gesù non va mangiato solo in modo spirituale, simbolico. Va mangiato realmente, veramente, nella sua essenza, nella sua vera carne, nel suo vero sangue, nel suo vero corpo. Di Gesù tutto si deve mangiare: corpo, spirito, anima, divinità, tutto Dio si mangia realmente mangiando realmente Gesù Signore. È questo il grande mistero da Lui annunziato nella Sinagoga di Cafarnao. Nessuna interpretazione simbolica. Il mangiare è reale, vero, sostanziale.

Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Mangiando Cristo realmente, sostanzialmente, ci si nutre di tutta la sua divinità, della sua Persona Eterna. Poiché Padre e Spirito Santo sono inseparabili dal Figlio – essi sussistono nell’unica e sola natura divina – ci si nutre sostanzialmente anche di Essi. Tutta la Beata Trinità nell’Eucaristia viene mangiata. In essa noi diveniamo parte del suo mistero, della sua vita. Ma nel corpo di Cristo vi è anche la Chiesa, tutta l’umanità è in essa. Anche la Chiesa e l’umanità vengono assunti da noi in modo sostanziale. Nell’Eucaristia diveniamo Eucaristia per il mondo intero. Ci facciamo olocausto di vita.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, facci vera Eucaristia in Cristo.

Fonte: Movimento Apostolico

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