XXIX Domenica del Tempo Ordinario

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Letture del Giorno:

Is 53,10-11;

Sal 32;

Eb 4,14-16;

Mc 10,35-45;

Ogni uomo chiede a Dio dalla più alta o più bassa stoltezza, ma anche dalla più profonda e superficiale sapienza che avvolge il suo cuore. Cristo Gesù deve rispondere sempre dalla divina ed eterna sapienza, frutto in Lui di una interrotta e divina comunione con lo Spirito Santo. La nostra stoltezza mai va ascoltata, a meno che l’ascolto non sia necessario al Padre dei cieli come via di ammaestramento e di più grande rivelazione del suo amore e della sua onnipotenza. Questo avveniva nel deserto. Avviene anche con Gesù Signore nella sua vita pubblica nella Palestina.

La gente raccogliticcia, in mezzo a loro, fu presa da grande bramosia, e anche gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: «Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell’aglio. Ora la nostra gola inaridisce; non c’è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna». Un vento si alzò per volere del Signore e portò quaglie dal mare e le fece cadere sull’accampamento, per la lunghezza di circa una giornata di cammino da un lato e una giornata di cammino dall’altro, intorno all’accampamento, e a un’altezza di circa due cubiti sulla superficie del suolo. Il popolo si alzò e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno dopo raccolse le quaglie. Chi ne raccolse meno ne ebbe dieci homer; le distesero per loro intorno all’accampamento. La carne era ancora fra i loro denti e non era ancora stata masticata, quando l’ira del Signore si accese contro il popolo e il Signore percosse il popolo con una gravissima piaga (Cfr. Num 11,1-35). .

Vi sono però preghiere che Gesù mai potrà ascoltare. Sono quelle che contraddicono la stessa verità e libertà del Padre. Sono quelle che stridono contro la sua divina ed eterna provvidenza. Cosa fare per non elevare al Signore una sola preghiera senza conoscenza e senza scienza della sua eterna verità, libertà, provvidenza? Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che sia sempre Lui a pregare per noi, in noi. Che si faccia Lui presso Dio interprete dei nostri desideri, ma anche che si faccia presso di noi rivelatore dei desideri del Padre sulla nostra vita. Senza lo Spirito, vero interprete di Dio e nostro, nessuna preghiera sarà saggia. Il Signore mai la potrà esaudire.

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Vi è però una verità dalla quale sempre partire, se vogliamo che la nostra preghiera sia vera, ricca di sapienza e di conoscenza. Dobbiamo partire dalla nostra verità. Chi è il discepolo di Gesù? È colui che è chiamato a camminare dietro il Maestro, non avanti, non accanto, non ai lati, non ai fianchi. Pietro cade in tentazione perché vuole farsi Maestro di Gesù. Vuole porsi avanti. Gesù lo respinge, chiamandolo Satana. Giacomo e Giovanni vogliono vivere accanto, ai fianchi di Gesù. Anche loro non sanno quello che chiedono. Si sono dimenticati che essi sono discepoli, non ministri. Loro devono camminare sempre dietro Gesù Signore. Chi è il loro Maestro? Colui che ha preso l’ultimo posto, il posto dei servi, il posto dei crocifissi, il posto degli schiavi, il posto degli ultimi. Se loro sono veri discepoli di Gesù devono anche loro ambire l’ultimo posto.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci sempre l’ultimo posto.

Fonte: Movimento Apostolico

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