XXVI Domenica del Tempo Ordinario

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Letture del Giorno:

Num 11,25-29;

Sal 18;

Giac 5,1-6;

Mc 9,38-43.45.47-48;

Gesù manda i suoi discepoli nel mondo, privi di ogni cosa, anche delle più necessarie. Essi avranno bisogno di tutto. Anche un bicchiere d’acqua essi dovranno chiedere per dissetarsi. Dio ha stabilito che ogni uomo sia provvidenza per loro. Possono ricevere il bene da chiunque. Possono chiedere un bene a chiunque. Sarà poi il Padre dei cieli a dare la ricompensa a quanti li hanno aiutati nella loro missione evangelizzatrice, sapendo che essi erano di Cristo Gesù. Il bene fatto loro è un bene fatto a Dio.

Non solo il Padre riconosce come purissimo bene fatto ai discepoli perché sono di Gesù Signore, Egli riconosce come vero ogni altro bene fatto nel nome di Gesù. I discepoli non devono essere gelosi. Non devono imitare Giosuè, il quale chiedeva a Mosè che impedisse a due figli di Israele di parlare nel nome di Dio, perché non erano nell’accampamento quando il Signore prese lo Spirito che era su Mosè e lo posò sui settanta anziani. Autore di ogni bene è solo il Signore e il vero bene solo nel nome del Signore può essere operato. Esso va fatto con la sua sapienza, la sua forza, il suo amore, la sua verità, la sua immensa ed infinita misericordia.

Mosè dunque uscì e riferì al popolo le parole del Signore; radunò settanta uomini tra gli anziani del popolo e li fece stare intorno alla tenda. Allora il Signore scese nella nube e gli parlò: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento. Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!». E Mosè si ritirò nell’accampamento, insieme con gli anziani d’Israele (Es 11,24-30).

Il cristiano deve essere così saggio da unire le forze che operano il bene nel nome di Dio e nel nome di Gesù. Mai deve dichiararle forze vane, né impedire loro che il bene possa essere fatto. Se tutti coloro che ci diciamo cristiani, facessimo solo il bene nel nome di Gesù, ci astenessimo da ogni male, il mondo sarebbe cambiato in pochi giorni. Vi sarebbe una luce nuova infinitamente più splendente della luce del sole. Se solo provassimo a vivere insieme il bene nel quale crediamo, faremmo passi da giganti verso la ricomposizione dell’unità cristiana. Dobbiamo iniziare dal bene.

Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.

Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.

Se non vogliamo iniziare dal bene, iniziamo almeno dal non scandalizzare il mondo. Lo scandalo cristiano è il peggiore di tutti i mali. Cristo è disprezzato, non creduto, crocifisso anche oggi dal mondo per lo scandalo cristiano. Se ogni discepolo di Gesù si decidesse a smetterla con gli scandali, molti si convertirebbero, adorerebbero Gesù, abbraccerebbero il Vangelo, si lascerebbero battezzare nel nome di Cristo Signore.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, liberateci da ogni scandalo.

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