XXVII Domenica del Tempo Ordinario

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Letture del giorno:

Gen 2,18-24;

Sal 127;

Eb 2,9-11;

Mc 10,2-16;

L’uomo è per natura incardinato in Dio. Dio è il cardine della sua verità, stabilità, consistenza, pensieri, sentimenti, volontà. La nostra natura è simile ad un insieme di mille e più pezzi che funzionano perfettamente bene se vengono mantenuti uniti da un solo bullone. Se il bullone viene strappato via, ogni pezzo si separa dagli altri, e funziona per suo conto. Poiché la bontà del funzionamento è di tutti i pezzi insieme, ogni pezzo preso a se stante funziona male. La razionalità va per suo conto. La volontà per i fatti suoi e così anche il cuore. L’anima va a destra, lo spirito a sinistra, il corpo insegue le sue concupiscenze e passioni non più controllate né dalla sapienza, né dalla volontà. L’uomo, senza Dio che lo tiene unità, è un essere disastrato.

Gesù viene per prendere tutti i pezzi sparsi nella valle della morte e per farne nuovamente un tutto armonico. Possiamo vedere l’umanità come la vide Ezechiele: un ammasso di ossa senza vita. Possiamo vedere Cristo Signore come colui che viene per soffiare il suo Santo Spirito e ridare così all’uomo la sua unità perduta. Per crearne una ancora più mirabile della prima. La nuova natura è resa partecipe della natura divina. Questa è la straordinaria opera di Gesù Signore.

La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare accanto a esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annuncia loro: “Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore”». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia allo spirito: “Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano”». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato (Ez 37,1-10).

Cosa è il divorzio? È il frutto di questa umanità che si è sbullonata da Dio. Oggi anche molti cristiani, imbullonati da Cristo Gesù, per mezzo dello Spirito Santo, nel Padre, hanno deciso di sbullonarsi. Con quale risultato? Con il non governo di se stessi. Sono ritornati ad essere pezzi di un insieme distrutto. Ogni divorzio è il fallimento della nostra umanità. Esso attesta che non siamo più una cosa sola con il nostro Dio. Siamo divisi.

Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

O ci lasciamo tutti imbullonare da Cristo, per lo Spirito Santo, ogni giorno nel Padre o la nostra umanità mai potrà ritornare nella vera vita. Sarà nella valle della morte.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, imbullonateci nel Padre celeste.

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