XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

0 144

Letture del giorno:

Sap 7,7-11;

Sal 89;

Eb 4,12-13;

Mc 10,17-30;

Spesso vengono dimenticate le verità più ovvie ed elementari della fede. Volendo addentrarci in grandi ed impegnative questioni, ci dimentichiamo che anche la fede è fatta di cellule di verità. Se una cellula primaria viene trascurata, difficilmente si comprenderà qualcosa del resto. La prima cellula della fede è la bontà di Dio che è sorgente, origine, fonte, principio e fine di ogni altra bontà.

Tutto il mistero ad intra di Dio diviene incomprensibile se ignoriamo l’esistenza di questa cellula che è l’eterno amore del Padre dal quale ha origine ogni altro amore. Anche il Verbo è il frutto eterno di questa eterna carità. Quando nulla esisteva, Dio nella sua eternità ha generato il suo Figlio Unigenito dalla cellula del suo amore eterno, vita eterna del Padre nella cellula eterna dell’amore eterno del Padre.

Il Verbo rimane eternamente generato dall’amore del Padre nell’amore del Padre. Anche come Verbo Incarnato è sempre dall’amore del Padre nell’amore del Padre. Gesù mai potrà esistere senza il Padre. Satana questo lo sa bene e lo tenta in ogni modo perché Lui sia da se stesso, in ogni cosa. Se Gesù fosse caduto in questa tentazione, avrebbe contraddetto la sua stessa divina essenza, che è una e indivisibile, nella quale sussistono il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo.

Per natura Lui è Dio. In quanto Persona è eternamente dal Padre, dal suo eterno amore, nel suo amore eterno. Questa verità Gesù ricorda all’uomo che gli chiede cosa deve fare per avere la vita eterna. La risposta non può essere che una sola: essere anche lui dall’amore eterno del Padre, inserendosi con tutto il suo essere nell’amore eterno di Dio. Questo può avvenire in un solo modo: ascoltando oggi e sempre la sua Parola, facendosi obbedienza alla sua volontà, realizzando ogni suo desiderio.

Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

Dinanzi alla manifestazione della volontà di Dio che gli chiede di non essere dalle cose, dalla terra, dai beni, ma solo dall’amore eterno del Padre, quest’uomo si fa scuro in volto e se ne va rattristato. Si rifiuta di essere dall’amore di Dio per sempre. Vuole rimanere dai suoi beni. I beni della terra sono però dei cattivi padroni. Essi soffocano il cuore, uccidono l’anima, estinguono lo spirito di chi si consegna ad essi. Per questo è difficile che un ricco si salvi. Si salverà se lui avrà la forza di distaccarsi dai suoi beni, facendone uno strumento di misericordia e di amore. Per chi non trasforma i suoi beni in carità, non c’è salvezza, perché Dio è carità e solo la carità porta a Lui.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci dall’amore eterno di Dio.
Fonte: Movimento Apostolico.

 

Potrebbe interessarti anche... Altro dello stesso autore

Fai un commento

La tua email non sarà pubblicata.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani sempre aggiornato direttamente nella tua email!