XXXII Domenica del Tempo Ordinario

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Letture del Giorno:

1Re 17,10-16;

Sal 145;

Eb 9,24-28;

Mc 12,38-44;

Gli scribi appartengono ad ogni religione, ogni confessione, ogni fede, ogni credenza. Gesù mette in guardia i suoi discepoli perché nessuno di essi domani si trasformi, divenga come gli scribi e i farisei del suo tempo. La sua religione sarebbe terribilmente danneggiata. La sua è la religione della povertà dello spirito, della purezza del cuore, della libertà dalle cose di questo mondo, della trasformazione della ricchezza in vita eterna, di ogni croce in gloria e in luce intramontabile.

Scriba è colui che legge e interpreta la Scrittura Santa privo del cuore di Dio nel suo cuore. La legge, la interpreta, la applica con il suo cuore di pietra. Non si può dare ai figli di Dio una parola che non è di Dio, una legge o una prescrizione non sua. Solo chi si riveste del cuore di Dio può conoscere la verità della Parola del Padre nostro. Se i metodi scientifici funzionassero senza il cuore di Dio, avremmo sempre una interpretazione vera. Poiché senza il cuore di Dio nulla funziona, abbiamo parole false, interpretazioni errate, conclusioni che non appartengono alla verità rivelata.

Il cuore di Dio mai potrà essere messo da parte nella difficile scienza dell’interpretazione della Parola del Signore. Questo cuore uno solo lo possiede e uno solo lo può dare a noi: Cristo Gesù. Egli lo dona nel suo Santo Spirito, che vive ed opera nella sua Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Quanti non sono nel vero Cristo e nel vero Spirito di Cristo, non possiedono il cuore di Dio. La loro interpretazione soffre di tanta inesattezza, tanti errori, tante false conclusioni, tante maldestre deduzioni e argomentazioni. In molti scribi vi è una visione statica della stessa verità. Ignorano che la verità di Dio è infinita come Dio è infinito e in essa si deve camminare sempre. Farci camminare nella verità è opera dello Spirito Santo.

Lo scriba, mancando della purissima verità di Dio, sulla quale la sua religione si costruisce ogni giorno, vive di sola esteriorità e del culto della sua persona. Mancando della vera conoscenza di Dio si abbandona anche all’immoralità, ad ogni ingiustizia. Quando si manca del cuore del Padre è facile cadere in una interpretazione assai lassa della stessa legge morale. È sempre possibile ingoiare ogni cammello di nefandezza, disonestà, illegalità, immoralità, ingiustizia. Il rischio è quello di giungere fino al culto della stessa amoralità. È come se nessuna morale più esistesse. Allargando sempre le maglie del peccato, alla fine nulla più è peccato e nulla ingiusto. Senza il cuore di Dio, è facile che lo scriba si faccia una sua personale interpretazione.

Diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Anche i ricchi hanno la loro personale religione. A Dio si dona quel poco indispensabile per non sembrare agli occhi della gente insensibili alla sua causa. Anche quando l’offerta è appariscente, non è per il Signore che viene fatta, ma per incrementare stima e gloria personale. I trucchi inventati dal cuore di pietra sono molteplici. Dio è sempre strumentalizzato per un profitto personale. Differente è invece il culto della vedova povera. Essa dona a Dio tutto quanto è nelle sue mani. A Dio che le dona sempre tutto, lei dona tutto. Nulla tiene per sé. Questa vedova povera sa che solo se svuoterà le sue mani il Signore le potrà riempire. Lei si svuota di tutto perché vuole tutto ricevere sempre da Dio. Lei dona tutto al Dio che le dona sempre il tutto. Il tutto per il tutto.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri adoratori di Dio.

Fonte: Movimento Apostolico.

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