XXXIII Domenica del Tempo Ordinario

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Letture del Giorno:

Dn 12,1-3;

Sal 15;

Eb 10,11-14.18;

Mc 13,24-32;

L’escatologia evangelica di Marco si muove su due piani che si intersecano tra di loro: la fine del mondo e quella di Gerusalemme, immagine e figura di ogni altro giudizio di Dio sulla nostra storia. Circa la fine del mondo e l’avvento dei cieli nuovi e della terra nuova, nessuno conosce il giorno e neanche l’ora. Il linguaggio con il quale essa viene descritta è attinto dai profeti: “Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”.

Queste immagini attestano che vi sarà uno sconvolgimento cosmico, universale. Nessuno però potrà mai dire come esso avverrà. Noi per fede sappiamo che è l’onnipotenza del Signore a creare questo sconvolgimento. Non è di certo per cause naturali, altrimenti sarebbe prevedibile, calcolabile. Si potrebbe conoscere giorno ed ora. Isaia usa questo linguaggio anche per il giudizio di Dio per l’oggi della storia.

Urlate, perché è vicino il giorno del Signore; esso viene come una devastazione da parte dell’Onnipotente. Perciò tutte le mani sono fiacche, ogni cuore d’uomo viene meno. Sono costernati. Spasimi e dolori li prendono, si contorcono come una partoriente.  Ognuno osserva sgomento il suo vicino: i loro volti sono volti di fiamma. Ecco, il giorno del Signore arriva implacabile, con sdegno, ira e furore, per fare della terra un deserto, per sterminarne i peccatori. Poiché le stelle del cielo e le loro costellazioni non daranno più la loro luce; il sole si oscurerà al suo sorgere e la luna non diffonderà la sua luce. Io punirò nel mondo la malvagità e negli empi la loro iniquità. Farò cessare la superbia dei protervi e umilierò l’orgoglio dei tiranni. Renderò l’uomo più raro dell’oro fino e i mortali più rari dell’oro di Ofir. Allora farò tremare i cieli e la terra si scuoterà dalle fondamenta per lo sdegno del Signore degli eserciti, nel giorno della sua ira ardente (Is 13,6-13).

Ma io dico: «Guai a me! Guai a me! Ohimè!». I perfidi agiscono perfidamente, i perfidi operano con perfidia. Terrore, fossa e laccio ti sovrastano, o abitante della terra. Avverrà che chi fugge al grido di terrore cadrà nella fossa,  chi risale dalla fossa sarà preso nel laccio, poiché cateratte dall’alto si aprono e si scuotono le fondamenta della terra. A pezzi andrà la terra, in frantumi si ridurrà la terra, rovinosamente crollerà la terra. La terra barcollerà come un ubriaco, vacillerà come una tenda; peserà su di essa la sua iniquità, cadrà e non si rialzerà. Avverrà che in quel giorno il Signore punirà in alto l’esercito di lassù e in terra i re della terra. Saranno senza scampo incarcerati, come un prigioniero in una prigione sotterranea,  saranno rinchiusi in un carcere e dopo lungo tempo saranno puniti. Arrossirà la luna, impallidirà il sole, perché il Signore degli eserciti regna sul monte Sion e a Gerusalemme, e davanti ai suoi anziani risplende la sua gloria (Is 24,16-23).

Quando la fine del mondo verrà, ogni uomo sarà portato dagli Angeli al cospetto di Gesù Signore per il giudizio universale. Tutti dinanzi a tutti riceveranno la loro sorte eterna. Tutti saranno giudicati secondo le loro opere. Oggi ognuno può fare ciò che pensa. Domani però di tutto dovrà rendere conto al suo Giudice. È verità.

In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.

Anche il giudizio di Dio sulla storia sovente avviene senza alcun preavviso. Spesso però il Signore i suoi segni li dona, ma l’uomo è troppo distratto, disattento, drogato spiritualmente, alcolizzato nel cuore, per leggere secondo verità quanto sta accadendo. Ogni giorno la storia ci presenta questi giudizi senza che noi vi poniamo attenzione.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci saggi nelle cose di Dio.

Fonte: Movimento Apostolico.

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